Coldiretti Umbria News - Coldiretti Umbria http://www.umbria.coldiretti.it/ Tue, 12 Nov 2019 12:24:32 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.umbria.coldiretti.it/ 60 COLDIRETTI, UE: NO A TAGLI PER 15 MLN AD AGRICOLTURA UMBRA È inaccettabile un taglio di 370 milioni di euro all’agricoltura italiana - di cui quasi 15 milioni a quella umbra - che è diventata la più green d’Europa con primati nella qualità e nella sicurezza alimentare. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla riduzione del budget per la Politica agricola comune (Pac) dal 2020 al 2021, prevista dalla proposta di regolamento transitorio adottato dalla Commissione europea. Per l’Italia vengono stanziati 3,56 miliardi in pagamenti diretti e 1,27 per lo sviluppo rurale (Psr), rispettivamente 140 milioni (-3,9%) e 230 milioni in meno (-15,6%) rispetto al massimale 2020, per una riduzione totale di 370 milioni di euro, prevista nel 2021 con il passaggio dal nuovo al vecchio Quadro Finanziario Pluriannuale (QFP). In questo scenario l’Umbria non fa purtroppo eccezione con una possibile diminuzione di 3.360.000 euro per i pagamenti diretti e 11.412.492 sullo sviluppo rurale per una riduzione complessiva di risorse pari a 14.772.492 euro. “È necessario garantire all’agricoltura le risorse necessarie per continuare a rappresentare un motore di sviluppo sostenibile per l’Italia e l’Europa” afferma il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti, nel sottolineare che indebolire l’agricoltura che è l’unico settore realmente integrato dell’Unione significa minare le fondamenta della stessa Ue in un momento particolarmente critico per il suo futuro. Serve pertanto sempre maggiore rigore - ribadisce Agabiti - nelle prossime tappe del difficile negoziato tra i Capi di Stato e di Governo per salvaguardare le risorse finanziare ma anche per realizzare una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che  “riequilibri” la spesa facendo in modo di recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare in un momento in cui il cibo è tornato strategico nelle relazioni internazionali dagli accordi di libero scambio all’embargo fino ai dazi. Con l’adozione dei regolamenti transitori la Commissione europea riconosce che, per il prolungarsi dello stallo sui negoziati paralleli sulla riforma e sul bilancio Ue 2021-2027, non ci sono i tempi per avviare la nuova Pac nel 2021 come previsto. Propone quindi una serie di aggiustamenti necessari a estendere l’attuale quadro legislativo e posticipare l’applicazione delle nuove regole di un anno, affinché la nuova Pac possa entrare in vigore il 1 gennaio 2022. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-ue-no-a-tagli-per-15-mln-ad-agricoltura-umbra.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=138319930 Tue, 12 Nov 2019 12:24:32 GMT CINGHIALI: COLDIRETTI, SALGONO A 2 MLN, 1 OGNI 5 ABITANTI IN APPENNINO Più che raddoppiati negli ultimi dieci anni, salgono a 2 milioni i cinghiali in Italia. È quanto stima la Coldiretti in occasione del blitz davanti a Montecitorio a Roma di migliaia di agricoltori, anche umbri, cittadini, esponenti istituzionali e ambientalisti contro l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici. Nella dorsale appenninica le popolazioni di cinghiali guadagnano terreno rispetto alla presenza umana con una concentrazione media di un animale ogni cinque abitanti in una fascia territoriale segnata già dalla tendenza allo spopolamento per l’indebolimento delle attività tradizionali. Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità del problema gli agricoltori della Coldiretti hanno provocatoriamente portato in piazza Montecitorio un pentolone gigante di polenta e di spezzatino di cinghiale, oltre a cartelli con le foto degli incidenti provocati sulle strade e dei danni nelle campagne.  L’eccessiva presenza di selvatici rappresenta un rischio - evidenzia Coldiretti - per l’agroalimentare italiano visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo lo studio Coldiretti/Symbola. Un tesoro messo a rischio dall’avanzata dei cinghiali che sempre più spesso in queste aree si spingono fin dentro i cortili e sugli usci delle case, scorrazzando per le vie dei paesi o sui campi, nelle stalle e nelle aziende agricole. C’è chi ha visto, anche in Umbria, i cinghiali arrampicarsi sulle vigne per mangiare l’uva; chi distruggere più volte il campo di mais o di girasoli. Una situazione che costringe ormai le aziende a lasciare i terreni incolti, stravolgendo l’assetto produttivo. Il rischio è che venga meno la presenza degli agricoltori, soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico. Quella degli animali selvatici è anche una minaccia diretta alla sicurezza delle persone - evidenzia Coldiretti - con morti e feriti causati da attacchi di branchi di cinghiali scoperti mentre devastano campi e coltivazioni o entrano nelle aie delle case dove spesso a farne le spese sono anche cani pastore e da compagnia. La proliferazione senza freni dei cinghiali - continua Coldiretti - sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali. Studi ed esperienze relative all’elevata densità dei cinghiali in aree di elevato pregio naturalistico hanno mostrato notevoli criticità in particolare per quanto riguarda il rapporto tra crescita della popolazione dei selvatici e vegetazione forestale. Proprio le modalità di ricerca di cibo attraverso una cospicua attività di scavo ben visibile sui campi coltivati provoca, infatti, anche su superfici naturali - spiega Coldiretti - notevoli danni alla biodiversità. Sempre nelle aree boschive - aggiunge Coldiretti - sono poi ben conosciuti i danni provocati dagli spostamenti di questa specie golosa di frutti spontanei come i tartufi che rappresentano per molti territori una vera ricchezza non solo biologica quanto economica, costituendo una fonte integrativa di reddito per molti residenti. Anche l’Autorità per la sicurezza alimentare Europea (EFSA) ha appena lanciato un appello urgente agli Stati dell’Unione Europea chiedendo misure straordinarie per evitare l'accesso dei cinghiali al cibo e realizzare una riduzione del numero di capi per limitare il rischio di diffusione di malattie come la peste suina africana. Un allarme reale anche in Italia dove i cinghiali sempre più spesso razzolano tra i rifiuti delle città. Preoccupazioni - ricorda Coldiretti - fatte proprie dalle amministrazioni territoriali come dimostrano le ultime posizioni assunte dai Governatori, dai sindaci e dagli amministratori sui territori, a partire dalla Conferenza delle Regioni che ha definito i selvatici “un’emergenza nazionale”. Sulla stessa linea l’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni che, per bocca del suo presidente Antonio Decaro (primo cittadino di Bari), ha denunciato come i cinghiali rappresentino un problema di sicurezza per i cittadini, chiedendo ai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole l’attivazione di un tavolo tecnico per capire come arginare il fenomeno. Posizione condivisa anche dall’Upi, l’Unione delle Province italiane, secondo la quale “la moltiplicazione di questi animali sta mettendo in serio pericolo la sicurezza degli automobilisti”. Coldiretti ha presentato un piano per ridurre i danni provocati dalla fauna selvatica capace al contempo di creare occupazione nelle aree più colpite dal fenomeno. Occorre innanzitutto semplificare la normativa attuale responsabilizzando gli enti locali per effettuare interventi per il contenimento del numero dei cinghiali che abbiano anche un impatto positivo sull’ambiente. Dalla carne degli animali abbattuti potrebbe inoltre nascere - propone Coldiretti - una filiera di prodotti, riuniti sotto un marchio collettivo, che rappresenterebbe un’occasione di crescita e lavoro, valorizzando i macelli aziendali o pubblici dei piccoli comuni, spesso chiusi. Infine secondo una stima di Coldiretti su dati Regioni e Osservatorio Asaps in Italia ci sono diecimila incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici con 13 morti nei primi nove mesi del 2019 contro gli undici registrati in tutto l’anno precedente. L’agricoltura non può continuare a subire danni - hanno sottolineato oggi il presidente e il direttore regionale Coldiretti Albano Agabiti e Mario Rossi presenti a Roma con tanti agricoltori e Sindaci e rappresentanti di oltre trenta Comuni Umbri. L’obiettivo dell’attività agricola infatti, è quello di fare impresa producendo per i cittadini e non per gli animali selvatici. Occorre gestire il fenomeno per controllarlo e mettere in sicurezza coltivazioni ed allevamenti, che, diversamente, sono destinati a scomparire e chiudere. Si tratta ormai - hanno ribadito - di una questione di civiltà e di una problematica di tutta la collettività, come dimostrano anche i numerosi incidenti stradali a discapito della sicurezza dei cittadini. http://www.umbria.coldiretti.it/cinghiali-coldiretti-salgono-a-2-mln-1-ogni-5-abitanti-in-appennino.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=138205423 Fri, 08 Nov 2019 12:58:07 GMT COLDIRETTI UMBRIA: SOS CINGHIALI, INVADONO CITTÀ E CAMPAGNE Non è mai stato mai così alto l’allarme in Umbria per l’invasione dei cinghiali e degli altri animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano greggi, assediano stalle, causano incidenti stradali nelle campagne ma anche all’interno dei centri urbani con pericoli concreti per gli agricoltori ed i cittadini. Una minaccia che domani giovedì 7 novembre 2019 dalle 9.00 a Roma in piazza Montecitorio scatena la più grande protesta mai realizzata prima, con un blitz di migliaia di agricoltori, allevatori e pastori, provenienti anche dall’Umbria insieme al presidente regionale della Coldiretti Albano Agabiti, oltre a cittadini a partire dai Sindaci con i gonfaloni e ai rappresentanti dell’ambientalismo e dei consumatori, per far sentire la propria voce a difesa delle case e del lavoro, con le storie di chi è stato colpito ma resiste nonostante la paura per l’incolumità della propria famiglia. Saranno presenti rappresentanti delle istituzioni e della politica a livello nazionale. L’obiettivo è denunciare, anche con eclatanti azioni dimostrative, un’emergenza nazionale che sta provocando l’abbandono delle aree interne, problemi sociali, economici e ambientali con inevitabili riflessi sul paesaggio e sulle produzioni con le incursioni dei cinghiali che sono arrivati anche all’interno delle città minacciando la sicurezza delle persone. Per l’occasione sarà presentato il primo Dossier Coldiretti/Ixe’ su “Gli italiani assediati dai cinghiali”, sui rischi per la sicurezza e la salute e le proposte concrete per garantire la sopravvivenza delle aziende agricole e la tranquillità dei cittadini, nel rispetto della natura. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-sos-cinghiali-invadono-citta-e-campagne.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=138149072 Wed, 06 Nov 2019 12:22:09 GMT COLDIRETTI UMBRIA INSIEME AI SOCI SUL TERRITORIO Nuova Programmazione comunitaria, fiscalità, filiere e prospettive dei vari comparti agricoli: queste alcune delle tematiche al centro degli incontri degli imprenditori agricoli della Coldiretti Umbria, in programma per un mese in varie città della regione. Un “tour” nei territori - spiega Mario Rossi Direttore regionale Coldiretti - che toccherà una quindicina di comuni umbri, per confrontarsi direttamente con i soci su novità ed evoluzioni del comparto, mettendo al centro le esigenze e pure le proposte degli imprenditori. Non mancheranno, anche con il contributo di diversi esperti, approfondimenti più strettamente tecnici, utili nelle attività quotidiane dei singoli imprenditori e per programmare al meglio quelle future. Si tratta - afferma Coldiretti - di appuntamenti grazie ai quali poter ascoltare soprattutto la voce degli imprenditori, per capire quelle che sono le preoccupazioni e le necessità più imminenti in questa particolare e difficile congiuntura economica; incontri costruttivi per “vivere” il territorio e comprendere dove intervenire con più efficacia, cercando nuove possibilità di slancio e sviluppo. Gli incontri con i soci - sottolinea Albano Agabiti Presidente Coldiretti Umbria - sono occasioni fondamentali di formazione, condivisione e arricchimento: un costante rapporto con la base infatti, consente di ampliare gli strumenti a disposizione degli imprenditori, i veri protagonisti delle azioni che Coldiretti mette in campo. Occorre fare il punto sul percorso fin qui compiuto, per concentrarsi sulle possibilità che attendono l’agricoltura nel prossimo futuro. Prossime tappe: domani 30 ottobre, ore 18.30 Città di Castello, presso la sala consiliare del Comune e il 5 novembre alle ore 18.30 a Foligno presso la Croce Bianca in Via Campo Senago 2. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-insieme-ai-soci-sul-territorio.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137906564 Tue, 29 Oct 2019 14:44:25 GMT TERREMOTO: A 3 ANNI DALLE SCOSSE AGRICOLTORI E PASTORI IN PIAZZA Sabato 26 ottobre 2019 a tre anni dalle scosse gli agricoltori, gli allevatori ed i pastori delle aree terremotate di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo lasciano le campagne per raggiungere la Capitale con i propri prodotti. L’iniziativa “La terra non trema: il coraggio dei contadini” è della Coldiretti che ha voluto dedicare alla solidarietà la ricorrenza del 75esimo anno dalla propria Fondazione avvenuta proprio a fine ottobre 1944. Nel centro di Roma in Piazza di Sant'Anastasia al Circo Massimo a partire dalle ore 9,00 di sabato 26 ottobre il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini, insieme a rappresentanti istituzionali nazionali e territoriali, aprirà il più grande mercato delle specialità contadine sopravvissute al sisma che ha sconvolto la vita e il lavoro di ampie zone delle regioni del centro Italia. Sarà possibile assaggiare i piatti simbolo del terremoto, dalla pasta alla Amatriciana al panino con la porchetta, ma soprattutto acquistare i prodotti salvati dal sisma direttamente dai produttori agricoli locali: per l’Umbria, dai salumi, ai formaggi fino alla lenticchia di Castelluccio di Norcia. Un’occasione per aiutare la lenta ripresa dei territori colpiti ma anche per fare un bilancio a tre anni dalle scosse del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016, con i risultati acquisiti, gli interventi ancora attesi e le storie di chi con grande coraggio e dignità è rimasto a vivere e lavorare nelle campagne ferite. Ai danni diretti alle aziende agricole si aggiungono quelli provocati dall’abbandono forzato di interi Paesi dove non esiste più mercato per i prodotti delle terra, come emerge dalla prima analisi della Coldiretti delle perdite economiche nelle campagne che sarà divulgata nell’occasione. Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola che è importante sostenere concretamente affinché la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo. http://www.umbria.coldiretti.it/terremoto-a-3-anni-dalle-scosse-agricoltori-e-pastori-in-piazza-.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137870277 Mon, 28 Oct 2019 13:07:35 GMT COLDIRETTI UMBRIA, ELEZIONI REGIONALI: INCONTRO A NORCIA CON I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE La ripresa delle zone colpite dal sisma dipende anche dalla tenuta e dallo sviluppo del comparto agroalimentare, dato che nelle aree terremotate il tessuto economico non può prescindere dal binomio cibo e turismo. È quanto sottolineato dal Presidente di Coldiretti Umbria Albano Agabiti oggi a Norcia nel corso del confronto promosso dall’Organizzazione agricola con i candidati alla presidenza della Regione Vincenzo Bianconi e Donatella Tesei. Uno dei sei punti del Manifesto Politico Coldiretti presentato ai candidati “L’agricoltura che vogliamo” - ha ricordato Agabiti - è dedicato proprio a “ricostruzione post terremoto e infrastrutture”, visto che gli eventi sismici hanno provocato lacerazioni profonde all’interno di realtà sociali ed economiche importanti, che si reggevano su produzione agroalimentare, bellezza ambientale e su un patrimonio storico culturale in grado di innescare flussi vitali di cittadini visitatori, di consumatori e di turisti anche al di fuori del “cratere”. Al centro di ogni possibile ragionamento rimane la tanto auspicata ricostruzione con una conseguente ripresa economica che - secondo Coldiretti - potrà e dovrà contare su produzioni agroalimentari sempre più distintive, su un turismo che valorizzi maggiormente l’ambiente, su infrastrutture in grado di agevolare i collegamenti (un problema d’isolamento che riguarda l’intera Umbria), anche quelli offerti oggi dal mondo della “rete”, ma pure su nuovi progetti orientati al sociale. In definitiva - ha ribadito il Presidente Agabiti - un piano di rilancio complessivo delle aree colpite dal terremoto non può prescindere dall’asse economico e sociale rappresentato da agricoltura, ambiente e turismo. Tra l’altro, i recenti eventi sismici - ha aggiunto - possono rappresentare, anche per le imprese agricole, un’occasione importante non solo per una ricostruzione più efficiente delle strutture produttive, ma anche per perseguire una riedificazione sempre più sostenibile e all’avanguardia, nel rispetto dell’identità del territorio. Nell’incontro di Norcia - conclude Coldiretti - è stata riaffermata quindi la necessità di un’agricoltura centrale nel dibattito e nelle scelte dei prossimi amministratori, da non considerare come semplice attività produttiva, ma a cui va riconosciuta la capacità di incidere profondamente sulla qualità della vita di tutti i cittadini. Proprio sabato 26 ottobre a Roma, a tre anni dalle scosse gli agricoltori, gli allevatori ed i pastori delle aree terremotate di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo lasceranno le campagne per raggiungere la Capitale con i propri prodotti. L’iniziativa “La terra non trema: i contadini resistono” è della Coldiretti che ha voluto dedicare alla solidarietà la ricorrenza del 75esimo anno dalla propria Fondazione avvenuta proprio a fine ottobre 1944. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-elezioni-regionali-incontro-a-norcia-con-i-candidati-alla-presidenza-della-regione.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137743724 Thu, 24 Oct 2019 17:58:51 GMT COLDIRETTI UMBRIA, ELEZIONI REGIONALI: CONFRONTO A “TUTTO CAMPO” CON I CANDIDATI Un’agricoltura centrale nel dibattito e nelle scelte dei prossimi amministratori, da non considerare come semplice attività produttiva, ma a cui va riconosciuta la capacità di incidere profondamente sulla qualità della vita di tutti i cittadini. Questo il forte messaggio che il Presidente della Coldiretti Umbria Albano Agabiti ha lanciato oggi a nome di centinaia di agricoltori, in occasione del confronto con i candidati alla presidenza della regione alle prossime elezioni, Vincenzo Bianconi e Donatella Tesei. Nell’affollatissimo Centro Congressi di Umbriafiere, il Presidente regionale Coldiretti Albano Agabiti insieme a quelli provinciali, Giampaolo Farchioni e Paolo Lanzi, ha illustrato ad entrambi i candidati i sei punti del Manifesto Politico dell’Organizzazione agricola, “L’agricoltura che vogliamo” (Nuova Programmazione 2021/2027; Ricostruzione post terremoto e infrastrutture; Semplificazione burocratica; L’urgenza della quotidianità: fauna selvatica, prezzi e filiere; Turismo e sociale; Dal No Ceta e No Ogm all’origine obbligatoria in etichetta dei cibi). È forte - si legge nel documento Coldiretti presentato a Bastia - la necessità di una decisa svolta che possa ridare “ossigeno” ad un settore fondamentale per l’intero tessuto economico regionale. Fra le priorità dei prossimi Amministratori, un “uso” attento e mirato delle risorse comunitarie da destinare alle vere imprese agricole, ma anche una rapida ripartenza delle zone terremotate in cui agroalimentare e turismo giocano un ruolo fondamentale. Nel corso dei lavori così come all’interno del Manifesto - riferisce Coldiretti - particolare attenzione è stata posta sulle annose piaghe che affliggono il comparto regionale: dai danni causati dalla fauna selvatica, ai ritardi dei pagamenti comunitari spettanti alle imprese, fino alle già riscontrabili conseguenze dei cambiamenti climatici e all’isolamento infrastrutturale. Non da ultimo, la sempre più forte esigenza di una non più rimandabile semplificazione burocratica, per agevolare il lavoro delle imprese che chiedono regole e procedure chiare e snelle per investire e innovare. Altrettanta rilevanza, visto l’impatto anche per l’Umbria - secondo Coldiretti - meritano alcuni temi di carattere nazionale e internazionale: dal No alla ratifica del trattato Ceta e agli Ogm, fino alla “battaglia madre” di Coldiretti per l’origine obbligatoria in etichetta di tutti i cibi. A fronte di tutto questo - ha rimarcato il Presidente Agabiti - diventa strategico per i futuri Amministratori fornire strumenti e misure adeguate a sostenere gli imprenditori che intendono competere e a rafforzare tutto il tessuto produttivo, all’interno del quale l’agroalimentare deve poter rivestire un indiscutibile protagonismo, fino ad arrivare a creare un vero e proprio “marchio Umbria”. Giovani e innovazione, squilibri della filiera agroalimentare con i bassi prezzi riconosciuti agli agricoltori che il progetto economico Coldiretti mira a combattere, conservazione e tutela di suolo e risorse idriche, un’offerta turistica integrata che faccia perno sull’enogastronomia e sulla crescita degli agriturismi, le opportunità della multifunzionalità con l’agricoltura sociale: questi tra gli altri, i temi toccati dal Manifesto della Coldiretti, su cui si è discusso in un “confronto a tutto campo”, anche con apposite domande ai candidati, da parte di alcuni tra le centinaia di imprenditori agricoli presenti. Il Direttore della Coldiretti Umbria Mario Rossi che ha coordinato i lavori, nel ribadire l’importanza di azioni volte a valorizzare l’agricoltura professionale, l’agricoltura delle filiere e l’agricoltura della qualità, ha ricordato come la prossima settimana sono in agenda per Coldiretti altri appuntamenti in vista delle elezioni. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-elezioni-regionali-confronto-a-tutto-campo-con-i-candidati.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137470432 Wed, 16 Oct 2019 18:16:30 GMT CONSUMI: STOP A CIBI FALSI, RACCOLTO 1,1 MLN FIRME IN EUROPA È stato raggiunto lo storico obiettivo della raccolta di 1,1 milioni di firme di cittadini europei per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti con la petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) promossa dalla Coldiretti assieme ad altre organizzazioni europee. È quanto reso noto in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio con la consegna da parte del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e della delegata nazionale dei giovani agricoltori Veronica Barbati al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di un “maxi assegno” simbolo dello storico traguardo dall’iniziativa dei cittadini europei (Ice) autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione (UE) 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018 a firma del vice presidente Franz Timmermans. Un’iniziativa che gode del sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti e di Fondazione Campagna Amica: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Fondazione Univerde, a Gaia (associazione degli agricoltori greci) a Green protein (Ong svedese), alle quali se ne sono poi aggiunte molte altre. Quella promossa dalla Coldiretti è appena la settima petizione sulle ben 48 presentate a raggiungere l’obiettivo di un milione di firme da quando l’Ice (iniziativa dei cittadini europei) è stata istituita, 12 anni fa. Un traguardo tutt’altro che facile poiché, oltre a raccogliere il numero di sottoscrizioni prefissato, per essere valida la petizione deve anche superare una soglia minima di adesioni in almeno sette Paesi dell’Unione. Un successo strepitoso ottenuto soprattutto grazie all’l’Italia, dove è stato raccolto l’85% delle firme, e al quale - spiega Coldiretti - hanno contributo cittadini e rappresentanti delle istituzioni della politica, dello sport, della ricerca, della cultura per obbligare la Commissione ad assicurare la trasparenza dell’informazione sui cibi in tutta l’Unione Europea dove rischiano di entrare in vigore nell’aprile 2020 norme fortemente ingannevoli per i consumatori. In Umbria - comunica la Coldiretti regionale - le firme raccolte nei mercati di Campagna Amica e in occasione delle iniziative promosse da Coldiretti sono state oltre 30.000. Dalla nostra regione è arrivata una straordinaria risposta al nostro impegno che va avanti da tempo e che ha toccato moltissime città - affermano da Cernobbio il Presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti e Mario Rossi Direttore regionale. Migliaia di cittadini hanno dimostrato di aver compreso, appoggiandola, la nostra battaglia, per fermare il cibo falso e proteggere la salute tutelando l’economia. Un vero e proprio fronte per la trasparenza che, forte del milione di firme raccolto in tutti i Paesi, non può essere più ignorato da una Ue che - ricorda Coldiretti - ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. Nello specifico - sottolinea Coldiretti - l’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche e per quanto attiene agli alimenti trasformati, l’etichettatura di origine deve essere resa obbligatoria per gli ingredienti principali se hanno un’origine diversa dal prodotto finale. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare. “Un obiettivo condiviso dalla maggioranza dei consumatori europei e dall’82% di quelli italiani che ritiene necessario superare le attuali politiche comunitarie sull’origine del cibo per contrastare un fenomeno, quello dei falsi e dei tarocchi, che solo all’Italia costa oltre 100 miliardi di euro all’anno nel mondo” ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare che “l’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare, ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004”. L’Italia è, infatti, all’avanguardia in Europa proprio grazie al pressing della Coldiretti che ha fatto scattare anche l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario - conclude Coldiretti - il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.   L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l’indicazione origine                                     E quelli senza Carne di pollo e derivati                                                 Salumi Carne bovina                                                               Carne di coniglio Frutta e verdura fresche                                                Carne trasformata Uova                                                                           Marmellate, succhi di frutta, ecc Miele                                                                           Fagioli, lenticchie, piselli in scatola, ecc. Extravergine di oliva                                                    Pane Pesce Derivati del pomodoro e sughi pronti (*)              Insalate in busta (IV° gamma), sottoli Latte/Formaggi (*)                                                      Frutta e verdura essiccata Pasta (*) Riso (*) Tartufi e Funghi spontanei (*) grazie a norme nazionali Fonte: Elaborazioni Coldiretti http://www.umbria.coldiretti.it/consumi-stop-a-cibi-falsi-raccolto-1-1-mln-firme-in-europa.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137384635 Mon, 14 Oct 2019 14:49:08 GMT ELEZIONI REGIONALI 2019: COLDIRETTI UMBRIA INCONTRA I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE Elezioni regionali 2019 COLDIRETTI UMBRIA INCONTRA I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE DALLE ORE 09,30 Centro Congressi Umbriafiere, Sala Maschiella Piazza Moncada, Bastia Umbra (Pg) In vista delle elezioni regionali, Coldiretti Umbria organizza mercoledì 16 ottobre dalle ore 09,30 presso il Centro Congressi Umbriafiere di Bastia Umbra, una giornata di confronto con i candidati alla Presidenza della Regione, Vincenzo Bianconi e Donatella Tesei. Nel corso dell’iniziativa, in cui interverranno centinaia di soci Coldiretti, insieme alle imprese più rilevanti dell’intero comparto agroalimentare umbro, ma anche rappresentanti del mondo istituzionale, universitario, della scuola e della società civile in generale, Coldiretti Umbria illustrerà ai candidati il proprio Manifesto Politico “L’agricoltura che vogliamo”. Si tratta di un momento importante - sottolinea Coldiretti - per ribadire la centralità dell’agricoltura e dell’agroalimentare nelle politiche che gli Amministratori della regione saranno chiamati a mettere in campo già dal prossimo futuro. All’incontro, coordinato dal Direttore regionale Coldiretti Mario Rossi, con il Presidente della Coldiretti Umbria Albano Agabiti interverranno: alle ore 09,30: Vincenzo Bianconi; alle ore 11,30: Donatella Tesei. http://www.umbria.coldiretti.it/elezioni-regionali-2019-coldiretti-umbria-incontra-i-candidati-alla-presidenza-della-regione.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137387004 Mon, 14 Oct 2019 14:45:51 GMT MANOVRA: COLDIRETTI/IXE’, CLIMA SPAVENTA 3 ITALIANI SU 4 Ben 3 italiani su 4 (75%) ritengono che la situazione ambientale nel mondo sia grave o gravissima. È quanto emerge dalla prima indagine Coldiretti/Ixè “La svolta green degli italiani” nel 2019 presentata al Forum internazionale dell’agricoltura a Cernobbio dove è stato aperto il primo “Salone dell’Economia Circolare” con le dimostrazioni pratiche delle esperienze più innovative delle imprese legate al Green New Deal della manovra economica del Governo con gli interventi salva clima. Solo l’1% degli italiani - secondo l’indagine Coldiretti/Ixè - ritiene che la situazione sia poco grave. I cambiamenti climatici sono al primo posto fra i problemi per i quali è necessario intervenire con maggiore urgenza, seguiti dalla crescita della quantità dei rifiuti di plastica, dall’inquinamento dell’aria, dei mari e dei fiumi. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli, sottolineano il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti e il direttore regionale Mario Rossi, che guidano la delegazione umbra presente a Cernobbio. Il nostro Paese - aggiungono - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne, anche attraverso la nuova legge sul consumo di suolo. I cambiamenti climatici - ricorda Coldiretti - causano eventi estremi che sempre più spesso si verificano da nord a sud della Penisola con nubifragi, tornado, grandinate, tempeste di vento provocando danni a coltivazioni e strutture e purtroppo anche vittime fra la popolazione. Rispetto allo scorso anno c’è stato in Italia un incremento del +75% degli eventi estremi. Una situazione che tocca direttamente la vita delle persone tanto che - sottolinea Coldiretti - quasi 1 italiano su 2 (48%) discute spesso o molto spesso di ambiente e cambiamenti climatici e solo il 19% ne parla raramente o quasi mai. Fra gli interventi considerati più urgenti per limitare i problemi ambientali ci sono la raccolta differenziata (52%) e la depurazione dei corsi d’acqua e delle falde (37%). Rispetto ai singoli comparti produttivi emerge che a livello italiano quello industriale è ritenuto il principale responsabile dei problemi ambientali con il 76% dei giudizi, seguito dai trasporti con il 43% e dal settore energetico con il 23%, mentre l’agricoltura prende solo il 14% dei giudizi negativi. Al contrario per oltre 8 italiani su 10 (88%) l’agricoltura è una risorsa per l’ambiente. Fra gli agricoltori più del 65% pensa che il tema cambiamenti climatici sia trattato troppo poco nel dibattito pubblico - spiega un focus dell’indagine Coldiretti/Ixè - mentre una fetta ancora più alta (66%) ritiene che debba essere una priorità della politica considerato che l’81,4% degli agricoltori ha dovuto affrontare tempeste, frane e inondazioni, il 64,5% si è trovato a gestire periodi siccitosi e il 58% combatte contro insetti e parassiti che prima non c’erano. http://www.umbria.coldiretti.it/manovra-coldiretti-ixe-clima-spaventa-3-italiani-su-4.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137273703 Fri, 11 Oct 2019 12:58:33 GMT COLDIRETTI UMBRIA: IL “POMODORO IODATO” PROTAGONISTA AL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA Un “pomodoro iodato”, ancora più salutare, è stato protagonista presso il Mercato di Campagna Amica di Perugia, dove ha attirato la curiosità e l’apprezzamento da parte dei cittadini-consumatori che frequentano regolarmente i banchi dei produttori Coldiretti del territorio. Il prodotto - spiega Coldiretti - è frutto di una sperimentazione in corso all’interno del progetto Multinet finanziato dalla Regione Umbria nell’ambito della Misura 16.1 del P.S.R. regionale 2014/2020 sui Gruppi Operativi per l’innovazione. Nel progetto Multinet, che vede Coldiretti Umbria tra i partner, sono coinvolti il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, di  Medicina, Ingegneria Civile e ambientale e Scienze Politiche dell’Università di Perugia. Alla sperimentazione del pomodoro naturale - riferisce Coldiretti - si è puntato anche in considerazione della risaputa carenza di iodio di molte zone interne dell’Umbria. L’utilità di questo pomodoro - sottolinea Coldiretti - deriva proprio dall’assunzione dello iodio in esso contenuto e precedentemente distribuito al momento della coltivazione con un’apposita metodologia di irrigazione da parte dell’agricoltore. Un’alternativa in più all’uso del comune sale da cucina iodato, ma soprattutto utile a quanti devono assolutamente privarsi di sale nella propria dieta e per un’assunzione regolare di iodio anche in zone lontane dal mare. La coltivazione del pomodoro iodato è stata effettuata a Narni presso l’azienda orticola di Federico Leonardi, da sempre in prima linea nel proporre cibi naturali e a filiera corta. Dopo la sperimentazione in campo - aggiunge Coldiretti - si auspicano altrettanto lusinghieri risultati dalla “sperimentazione in corsia”, soprattutto per definire le giuste quantità per un ampio beneficio nelle diete dei diversi pazienti e in generale dei consumatori. Si tratta - ribadisce Coldiretti - di iniziative importanti, che pongono innanzitutto l’attenzione sul legame tra una corretta alimentazione e benessere fisico, ma che permettono di valorizzare anche il lavoro delle imprese agricole costantemente impegnate a proporre ai cittadini prodotti di qualità, del territorio, che fanno bene all’ambiente e alla salute. A sostenere il percorso di qualificazione di quest’offerta alimentare di eccellenza anche in Umbria - conclude Coldiretti - ci sono proprio i mercati degli agricoltori, non più solo un luogo di consumo, ma anche di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà, con la loro diffusione che tocca grandi e piccole città del Paese, grazie alla Fondazione Campagna Amica che ha realizzato la più vasta rete di vendita diretta a livello mondiale. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-il-pomodoro-iodato-protagonista-al-mercato-di-campagna-amica.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137129029 Mon, 07 Oct 2019 14:41:22 GMT COLDIRETTI UMBRIA, DEF: ARRIVA ETICHETTA ORIGINE ALIMENTI In un momento difficile per l’economia occorre portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. È quanto afferma il Presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti dopo che la trasparenza sugli alimenti è entrata nella Nota di aggiornamento del Def approvata dal Governo con l’obiettivo di “rafforzare l’etichettatura d’origine dei prodotti attraverso un lavoro costante in sede europea e nazionale”. C’è soddisfazione - aggiunge Agabiti - per il rispetto dell’impegno assunto dal Premier Giuseppe Conte al Villaggio Contadino di Bologna, che ora deve tradursi nei decreti applicativi. Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea - sottolinea Coldiretti - che obbliga ad indicare l’etichetta per la carne fresca, ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca, ma non per i succhi, per il miele ma non per lo zucchero, l’Italia, che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie. Infatti - ricorda Coldiretti - nonostante i passi in avanti compiuti negli ultimi anni a livello comunitario e nazionale fino ad oggi circa 1/4 della spesa degli italiani è ancora anonima rendendo possibile spacciare per Made in Italy prodotti stranieri. Un inganno per i produttori agricoli italiani che subiscono la concorrenza sleale di Paesi dove non vengono rispettate le stesse norme in materia di sicurezza alimentare, lavoro e ambiente ma anche un inganno per i consumatori che non hanno la possibilità di fare scelte di acquisto consapevoli. Il 93% degli italiani - conclude Coldiretti - ritiene importante conoscere l’origine degli alimenti ed in quasi 3 casi su 4 (73%) sono disposti a spendere di più per i prodotti  100% italiani dal campo alla tavola secondo i dati dell’ultima consultazione pubblica effettuata da Ismea. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-def-arriva-etichetta-origine-alimenti.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137002600 Thu, 03 Oct 2019 14:50:57 GMT COLDIRETTI UMBRIA, CLIMA: ARRIVA IL DECALOGO PER SPESA SOSTENIBILE Il cambiamento del clima spaventa un italiano su cinque (19%) e spinge ad adottare comportamenti per contribuire personalmente con uno stile di vita responsabile a fermarne gli effetti disastrosi. È quanto emerge dal Rapporto Coldiretti su “Sos Clima per l’agricoltura italiana” diffuso al Villaggio Contadino di Bologna dove è stato inaugurato il più grande mercato degli agricoltori a chilometri zero con il tutor della spesa sostenibile, in occasione del terzo sciopero mondiale per il clima, con agricoltori, giovani e studenti assieme al presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Con semplici accorgimenti nella spesa di tutti i giorni e nel consumo degli alimenti ogni famiglia italiana può tagliare i consumi di petrolio e ridurre le emissioni di gas ad effetto serra di oltre mille chilogrammi (CO2 equivalenti) all’anno. Scegliere prodotti locali e di stagione, ridurre al minimo gli imballaggi, fare acquisti di gruppo, recarsi alla spesa riciclando le buste, ottimizzare il consumo di energia nella conservazione e nella preparazione dei cibi, evitare di apparecchiare con piatti e bicchieri di plastica sono, insieme alla raccolta differenziata, alcuni dei comportamenti suggeriti dal decalogo della Coldiretti per assumere responsabilità nei confronti delle generazioni future, presentato per l’occasione.  Con ogni pasto che percorre in media 1900 chilometri prima di giungere sulle tavole, coloro che si approvvigionano esclusivamente tramite reti alimentari alternative - ricorda Coldiretti - tutelano anche l’ambiente perché i prodotti non devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Ma sprecano pure di meno perché i cibi in vendita sono più freschi e durano di più. Fare la spesa a chilometri zero in filiere corte - spiega Coldiretti - con l’acquisto di prodotti locali taglia, infatti, del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali, secondo un’analisi della Coldiretti sulla base dello studio Ispra. Proprio per valorizzare la filiera corta, anche le imprese agricole umbre protagoniste nel grande mercato a km zero di Bologna. Olio extravergine di oliva, formaggi e salumi, legumi: sono solo alcune delle eccellenze made in Umbria che fino a domenica potranno essere scoperte e degustate. Ma a Bologna - conclude Coldiretti - oltre a centinaia di soci provenienti da tutta la regione, sono presenti pure gli Agrichef umbri con le ricette salva clima e tanti giovani agricoltori che anche oggi hanno ribadito l’importanza del settore agro-forestale nella lotta al cambiamento climatico e che si ritroveranno nel Villaggio delle Idee. IL DECALOGO COLDIRETTI PER LA SPESA SALVA CLIMA ·       Preferire l’acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti; ·       Scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la conservazione; ·      Ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore, come nei mercati di Campagna Amica della Coldiretti, per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti; ·       Privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi come i distributori automatici di latte; ·      Acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato; ·      Fare acquisti di gruppo (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa; ·      Riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica; ·      Ottimizzare l’energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto; ·      Ridurre gli sprechi ottimizzando gli acquisti e riscoprendo la cucina degli avanzi per evitare che finiscano tra i rifiuti; ·      Fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-clima-arriva-il-decalogo-per-spesa-sostenibile.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136767613 Fri, 27 Sep 2019 13:12:57 GMT COLDIRETTI UMBRIA: ALLE ORIGINI DEL MADE IN ITALY AL VILLAGGIO CONTADINO DI BOLOGNA Da venerdì a domenica a Bologna, nel cuore nella food valley italiana, dove si realizza oltre un terzo della produzione agricola nazionale, sarà possibile scoprire le ragioni del successo del Made in Italy con il Villaggio della Coldiretti dove vivere autenticamente un giorno da contadino. Nel centro città da Piazza dell’Otto Agosto al Parco della Montagnola fino a Piazza XX Settembre, accorreranno decine di migliaia di agricoltori dalle diverse regioni: ci saranno anche le aziende agricole umbre con i sapori straordinari delle proprie eccellenze che cittadini e turisti potranno scoprire e assaggiare, dai salumi ai formaggi, dalle lenticchie all’olio extravergine di oliva. Spazio infatti alle produzioni provenienti da tutta Italia nel più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica, ma anche alla solidarietà con le specialità delle aree terremotate degli agricoltori di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo e i prodotti delle aziende di agricoltura sociale. Portare in città l’autentica campagna italiana - afferma il direttore Coldiretti Umbria Mario Rossi - significa valorizzare la nostra agricoltura, il territorio, così come il lavoro di tanti imprenditori umbri che continuano con tenacia a scommettere sul comparto. Per questo nel corso della tre giorni di Bologna, saremo presenti con centinaia di soci provenienti da tutta la regione, con le aziende e le eccellenze Made in Umbria, gli Agrichef e con i nostri giovani che nell’area del Villaggio delle Idee saranno pronti a confrontarsi e discutere sulle tematiche di maggiore attualità per l’agricoltura, con uno sguardo attento e proiettato al futuro. Dal 27 al 29 settembre si alterneranno esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi e artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti sui temi dell’alimentazione, del turismo, dell’ambiente, della scuola e della salute, ma non mancheranno spettacoli di animazione e concerti. Ci sarà - ricorda Coldiretti - una vera e propria Arca di Noè dove scoprire le piante e gli animali della fattoria italiana messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione degli insetti alieni che saranno mostrati per la prima volta. Si potrà andare a scuola dagli agrichef per imparare a cucinare i piatti della nonna e le ricette salvaclima usando i veri ingredienti Made in Italy, degustare olio extravergine, vini e birra agricola nell’Oil&wine bar del Villaggio, o seguire le lezioni di agrocosmesi. #STOCOICONTADINI è anche l’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% a soli 5 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini che hanno conservato i sapori antichi del passato. Un intero settore è dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio. Ma a Bologna - conclude Coldiretti - ci saranno anche gli orti con i tutor, fattorie didattiche e agriasili dove i bambini possono imparare a impastare il pane. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-alle-origini-del-made-in-italy-al-villaggio-contadino-di-bologna.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136732831 Thu, 26 Sep 2019 14:13:31 GMT COLDIRETTI UMBRIA: AUTUNNO AL VIA CON PIOGGE E DANNI L’autunno è iniziato all’insegna del maltempo con forti piogge e sporadiche grandinate che hanno colpito con varia intensità diverse zone dell’Umbria, causando danni e disagi anche al settore agricolo. È quanto riferisce Coldiretti Umbria che ha raccolto le prime segnalazioni da parte degli agricoltori, che lamentano l’impraticabilità di strade rurali, terreni e sentieri, ma anche danni alle strutture aziendali a cominciare dall’allagamento di alcune stalle. Il maltempo di ieri ha picchiato duro - sottolinea Coldiretti - sia in provincia di Perugia che in quella di Terni, causando frane e smottamenti ed ulteriori pesanti difficoltà anche ad alcuni allevamenti nelle zone terremotate. È il caso dell’azienda Reali Claudio di Monteleone di Spoleto dove il tunnel che ospita centinaia di pecore e agnellini si è allagato. Una sistemazione temporanea del dopo sisma già di per se difficoltosa e non il massimo dell’efficienza - riferiscono dall’azienda - che ieri è stata inondata dalla pioggia: ora la preoccupazione è per il ricovero degli animali che comunque giornalmente devono essere munti. Un’altra testimonianza arriva dal Comune di Ferentillo, frazione Macenano: le difficoltà maggiori - spiega Michele Filipponi, dell’azienda Scorsolini Maria Rita e Filipponi Giuseppe - sono legate alla viabilità e agli allagamenti tutt’intorno all’azienda dove siamo al lavoro per far defluire l’acqua caduta ieri in modo violento e per il ripristino della normalità. I fenomeni accaduti - afferma Coldiretti - sono una conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con forti eventi con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine. Nel nostro Paese l’eccezionalità degli eventi atmosferici - ricorda Coldiretti - è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell’ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con le perdite di raccolti dovute a calamità naturali che hanno assunto un carattere ricorrente. Il risultato - conclude Coldiretti - è una perdita da 14 miliardi di euro in un decennio per l’agricoltura italiana, tra danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne e perdite della produzione agricola. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-autunno-al-via-con-piogge-e-danni.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136665095 Tue, 24 Sep 2019 15:52:42 GMT COLDIRETTI UMBRIA: UNA FIRMA PER LA SALUTE E CONTRO I FALSI Dopo l’impegno già profuso e le tante adesioni già raccolte sul territorio, Coldiretti Umbria torna in piazza domani 25 settembre, in oltre 20 Comuni umbri, da Perugia a Terni, da Assisi a Spoleto, da Amelia ad Orvieto, con appositi banchetti dove i cittadini potranno aderire all’iniziativa #STOPCIBOANONIMO - “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo). È arrivata al rush finale infatti la petizione promossa dalla Coldiretti per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti assieme ad altre organizzazioni europee, dalla Fnsea il maggior sindacato agricolo francese a Solidarnosc, storico sindacato polacco. Si tratta di un vero e proprio fronte europeo per la trasparenza che punta a raccogliere un milione di firme in almeno 7 Paesi dell’Unione entro il 2 ottobre prossimo. Un’opportunità - spiega Mario Rossi Direttore Coldiretti Umbria - per sostenere l’agricoltura, i suoi produttori e la trasparenza che merita il vero cibo italiano affinché il Parlamento Europeo possa legiferare e tutelarne l’originalità. In questi ultimi giorni - aggiunge - ci appelleremo ancora a tutti cittadini umbri per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana. Nonostante i passi in avanti sul tema - ricorda il Presidente regionale Coldiretti Albano Agabiti - permangono ancora ampie zone d’ombra e ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come dimostrano i ripetuti allarmi alimentari che si propagano rapidamente a livello planetario per la mancanza di trasparenza. Non è un caso che 9 italiani su 10 ritengano importante per la sicurezza alimentare proprio il fatto di conoscere la provenienza del cibo che consumano. L’indicazione di origine - prosegue Agabiti - permette di contrastare le imitazioni, prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali che danneggiano la nostra economia. L’obbligo della provenienza in etichetta varrebbe per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche su tutti i prodotti in commercio. La petizione - conclude Coldiretti - chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-una-firma-per-la-salute-e-contro-i-falsi.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136660257 Tue, 24 Sep 2019 12:55:52 GMT COLDIRETTI UMBRIA, COMMERCIO ESTERO: CRESCE EXPORT AGROALIMENTARE REGIONALE (+5,2%) Crescono le esportazioni dell’agroalimentare umbro che fanno registrare un balzo del 5,2%. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti Umbria sulla base dei dati sul commercio estero dell’Istat nel primo semestre del 2019, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Complessivamente - sottolinea Coldiretti - sono stati esportati all’estero beni agricoli e alimentari per un totale di 344,6 milioni di euro nel corso del primo semestre dell’anno, contro i 327,7 del 2018, con l’import passato invece da 329,6 milioni di euro del primo semestre 2018 a 317,3 milioni di euro dei primi sei mesi del 2019. Numeri e produzioni che vanno difesi e incrementati - secondo Coldiretti - con un sistema di regole condiviso, alternativo a ipotesi protezionistiche: gli strumenti più importanti per competere restano il territorio, qualità e distintività, accompagnati da politiche sempre più mirate e da strategie aziendali che tengano conto anche dell’evoluzione dei mercati. Sul piano logistico - aggiunge Coldiretti - occorrono trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che permettano di portare i prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo. Se questi dati investono i prodotti enogastronomici umbri anche di un importante ruolo di promozione della regione all’estero - precisa Coldiretti - i risultati positivi delle esportazioni agroalimentari non si sono ancora adeguatamente “trasferiti” alle imprese agricole, con distorsioni che permangono nel passaggio degli alimenti lungo la filiera dal campo alla tavola. Proprio a migliorare e potenziare i rapporti di filiera che valorizzano il cibo italiano, tutelando i redditi degli imprenditori agricoli, mira, tra l’altro, l’impegno e il progetto di Coldiretti. In quest’ottica, anche le eccellenze umbre saranno protagoniste al Villaggio della Coldiretti che si terrà a Bologna dal 27 al 29 settembre da Piazza dell’Otto Agosto al Parco della Montagnola fino a Piazza XX Settembre, dove accorreranno decine di migliaia di agricoltori dalle diverse regioni, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione nazionale. I cittadini e i turisti potranno scoprire e assaggiare alcune delle tante bontà umbre: dai salumi ai formaggi fino alle lenticchie, ma anche olio extravergine di oliva e cereali. Si darà spazio infatti, alle produzioni provenienti da tutta Italia nel più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica, ma anche alla solidarietà con le specialità delle aree terremotate proposte dagli agricoltori. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-commercio-estero-cresce-export-agroalimentare-regionale-5-2-.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136619874 Mon, 23 Sep 2019 11:18:16 GMT COLDIRETTI UMBRIA: I LUPI, OLTRE AL TERREMOTO, FANNO TREMARE LE AZIENDE. COSÌ LA ZOOTECNIA DI MONTAGNA MUORE A far tremare e a minacciare le aziende agricole, una piaga purtroppo non nuova che rischia di far morire la zootecnia di montagna al pari del terremoto: quella degli attacchi dei lupi. È il forte grido di allarme lanciato da Coldiretti Umbria, nel raccogliere lo scoramento e la rabbia di un giovane imprenditore agricolo di Civita di Cascia che pochi giorni fa ha subito l’ennesimo attacco di lupi che ha causato la morte di 3 vitelli. Una situazione che si ripete sempre più spesso da queste parti - racconta Matteo De Carolis, titolare venticinquenne dell’azienda zootecnica colpita, che conta una cinquantina di chianine; solo negli ultimi mesi altri 5 vitelli hanno subito la stessa sorte. Così viene voglia di lasciare e chiudere l’impresa - aggiunge Matteo - dopo che, oltre tutto, le ultime scosse di terremoto di questo settembre, hanno provocato gravi lesioni alla mia stalla. La preoccupazione è forte perché quando gli animali tra poco torneranno dal pascolo di montagna, non avranno più un ricovero. Occorre salvare - afferma Albano Agabiti Presidente Coldiretti Umbria - tutti gli animali che sempre più spesso vengono uccisi in tutto il territorio regionale, dove la presenza dei lupi è aumentata negli ultimi anni con stragi negli allevamenti, specie nelle zone più marginali. Non si possono lasciar morire gli animali e costringere alla fuga famiglie che da generazioni popolano le montagne, ma anche i tanti giovani, come Matteo, impegnati nel ripristinare la biodiversità con il recupero di storiche razze. Proprio Matteo da soli due anni - riferisce Coldiretti - ha intrapreso con passione questa attività, in una zona già pesantemente colpita dal terremoto che continua a provocare paura e danni, cui purtroppo vanno aggiunti quelli dei lupi. La tolleranza delle aziende - afferma Coldiretti, impegnata in questi giorni nel supportare il giovane allevatore - ormai è al limite; è necessario aumentare gli sforzi per monitorare il “fenomeno” lupi anche in Umbria. Occorre altresì un impegno concreto con un sempre più adeguato sostegno pubblico a idonei sistemi di difesa e un rapido ed equo rimborso dei danni, senza se e senza ma. Non c’è più tempo - conclude Coldiretti - urgono soluzioni da parte delle Istituzioni ai vari livelli, per contrastare una situazione inaccettabile che spinge le aziende agricole verso un’inesorabile abbandono. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-i-lupi-oltre-al-terremoto-fanno-tremare-le-aziende-cosi-la-zootecnia-di-montagna-m.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136515968 Fri, 20 Sep 2019 11:06:15 GMT COLDIRETTI UMBRIA, INFLAZIONE: 1 PRODOTTO SU 4 ACQUISTATO IN SALDO Si rafforza la tendenza ad inseguire i prezzi più bassi anche facendo lo slalom nei punti vendita, cambiando negozio, supermercato o discount, ma anche sperimentando canali alternativi come gli acquisti di gruppo, quelli on line o dal contadino. È quanto sottolinea Coldiretti Umbria nel ricordare come un prodotto alimentare su quattro viene acquistato dagli italiani in promozione con l’obiettivo di cercare il risparmio e ridurre i costi del carrello della spesa, con effetti evidenti sul contenimento dell’inflazione, secondo quanto emerge proprio da un’analisi dell’Organizzazione agricola. È evidente - afferma Luca Fauri titolare di un’azienda ortofrutticola a Città di Castello, che collabora con la Caritas per iniziative solidali sui prodotti invenduti - la propensione al risparmio delle famiglie, anche al momento degli acquisti presso le nostre aziende agricole. Un atteggiamento riscontrabile pure nei Mercati di Campagna Amica promossi da Coldiretti, in cui si valorizza la filiera corta con i prodotti del territorio e il rapporto tra produttore e consumatore e dove comunque ci impegniamo a tenere alta l’attenzione su qualità e origine delle produzioni da proporre a un giusto prezzo. La necessità di conquistare i consumatori ha determinato un profondo cambiamento delle politiche di marketing della distribuzione commerciale che ha come primo effetto un aumento della “pressione promozionale”. Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio - riferisce Coldiretti - si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Un onere che spesso ricade sui fornitori per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale. Nei campi infatti è deflazione profonda con gli agricoltori che - denuncia Coldiretti - si vedono oggi pagare la frutta ad esempio, dalle albicocche alle pesche, pochi centesimi, fino al 30% in meno rispetto allo scorso anno e che per permettersi un caffè devono venderne tre chili. Serve intensificare l’attività di controllo e vigilanza anche per evitare che vengano spacciati come nazionali prodotti importati ma - conclude Coldiretti - è anche necessario al più presto il recepimento della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali del 17 aprile 2019 per ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli alimenti, con l’introduzione di elementi contrattuali e sanzionatori certi rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-inflazione-1-prodotto-su-4-acquistato-in-saldo.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136481396 Thu, 19 Sep 2019 12:29:42 GMT COLDIRETTI, GIORNATA MERENDA: PER 59% BAMBINI UMBRI È IPERCALORICA La maggioranza del 59% dei bambini umbri fa una merenda inadeguata con il consumo di alimenti con eccessiva densità calorica ma c’è anche un 1% circa che la salta addirittura del tutto a metà mattino. È quanto afferma la Coldiretti Umbria in occasione della giornata nazionale della merenda, sulla base dell’ultima indagine Okkio alla salute. La merenda rientra tra le abitudini più radicate anche della tradizione regionale alimentare, con l’obiettivo di spezzare durante il giorno la fame e garantire un apporto energetico e nutrizionale adeguato. A metà mattina, come a metà pomeriggio, la merenda resta un rito per 34 milioni di italiani, tra grandi e piccini, anche se nel tempo le sue caratteristiche sono mutate. Se pane, burro e zucchero rimane tra i ricordi del passato, numerose sono le merende della tradizione regionale, con l’Umbria che “prova a resistere” a partire dal classico ciambellone. Panino imbottito e pizza restano molto diffusi - riferisce Coldiretti - anche se negli ultimi decenni soprattutto tra i più piccoli si sono affermate le merendine confezionate. Tuttavia, con la svolta salutista degli italiani, si assiste anche ad un ritorno della frutta e verdura il cui livello di consumo delle nuove generazioni - sottolinea Coldiretti - resta però lontano da quanto suggerito nelle linee guida sulla sana alimentazione, con il 18% dei bambini umbri che non consuma quotidianamente frutta e/o verdura. La Coldiretti è impegnata nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. Rientra proprio in quest’ambito la collaborazione in essere tra Coldiretti Terni e alcune scuole del territorio che si ripropone anche nell’anno appena iniziato di realizzare percorsi interdisciplinari legati alla sana alimentazione grazie al protocollo di intesa “Dalla terra alla tavola … il benessere del futuro”. L’obiettivo - ribadisce Coldiretti - è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura. Iniziative utili  - conclude Coldiretti - anche per stimolare la curiosità dei più giovani ed invitarli a frequentare la campagna e gli ambienti naturali. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-giornata-merenda-per-59-bambini-umbri-e-ipercalorica.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136408416 Tue, 17 Sep 2019 12:53:17 GMT