Coldiretti Umbria News - Coldiretti Umbria http://www.umbria.coldiretti.it/ Fri, 15 Mar 2019 12:14:48 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.umbria.coldiretti.it/ 60 CLIMA: I GIOVANI DELLA COLDIRETTI UMBRIA IN PIAZZA A ROMA PER IL GLOBAL STRIKE FOR FUTURE Una rappresentanza di giovani agricoltori umbri guidata dal delegato regionale Coldiretti Giovani Impresa Francesco Panella, è scesa in piazza oggi a Roma per lo sciopero globale per il clima, aderendo alla mobilitazione globale che nasce dalle proteste della giovane attivista svedese Greta Thunberg. All’appuntamento in piazza Venezia con il Global Strike for Future, per contrastare i cambiamenti climatici che mettono in pericolo il futuro dell’umanità, anche i giovani imprenditori della Coldiretti che hanno lasciato le campagne dalle diverse regioni affiancando la presidente nazionale Veronica Barbati e manifestando il proprio impegno per l’ambiente con cartelli e striscioni con le scritte “Salva il pianeta, scegli agricoltura locale”, “Noi agricoltori custodi del pianeta”, “No farmers no party”. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Una nuova sfida per le imprese agricole che - afferma Coldiretti - devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Con il cambiamento del clima l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma con una evidente tendenza alla tropicalizzazione che - sottolinea Coldiretti - si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. La siccità - precisa Coldiretti - è diventata l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura italiana in termini di danni economici a carico soprattutto delle produzioni, mentre per quanto riguarda i fenomeni precipitativi violenti, i danni riguardano produzioni, strutture e infrastrutture. http://www.umbria.coldiretti.it/clima-i-giovani-della-coldiretti-umbria-in-piazza-a-roma-per-il-global-strike-for-future.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129615397 Fri, 15 Mar 2019 12:14:48 GMT CONSUMI: COLDIRETTI, CADE SEGRETO DI STATO SU CIBI STRANIERI Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia e sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero. Lo annuncia la Coldiretti nel riferire dello storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall’estero detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi per ragioni pretestuose ora smascherate dall’Autorità giudiziaria. Un risultato storico per la Coldiretti che ha sollecitato il pronunciamento, dopo la richiesta al Ministero della Salute, per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte dell’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti. Nel 2018 in Italia è infatti scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea tra le quali - continua Coldiretti - solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole - precisa la Coldiretti - oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare arrivano dall’estero (83%). In questi casi - precisa Coldiretti - le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di individuare e rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. Finora una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati sulle importazioni, senza significative ragioni legate alla tutela della riservatezza, in una situazione in cui, secondo la Coldiretti, contiene materie prime straniere circa un terzo (33 per cento) della produzione totale dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all’insaputa dei consumatori ed a danno delle aziende agricole. Una mancanza di trasparenza che ha favorito anche il verificarsi di inganni a danno di prodotti simbolo del Made in Italy ma anche aumentato i rischi di frodi con le notizie di reato nel settore agroalimentare che hanno fatto registrare un balzo del 59% sulla base di una analisi Coldiretti dei risultati operativi degli oltre 54mila controlli effettuati dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) nel 2018. Sarà finalmente possibile per motivate ragioni chiedere al Ministero della Salute da dove viene il latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca ma l’affermazione del principio secondo la Coldiretti deve valere anche per la provenienza della frutta in succhi e marmellate o della carne impiegata nei salumi. L’eliminazione del “segreto di Stato” sulle informazioni che attengono alla salute ed alla sicurezza di tutti i cittadini, secondo la Coldiretti, realizza una condizione di piena legalità diretta a consentire lo sviluppo di filiere agricole tutte italiane che sono ostacolate dalla concorrenza sleale di imprese straniere e nazionali, che, attraverso marchi, segni distintivi e pubblicità, si appropriano illegittimamente dell’identità italiana dei prodotti agroalimentari. “Un obiettivo storico che siamo stati costretti a raggiungere con l’intervento della Magistratura a causa dell’assenza colpevole per molti anni della Politica che reagisce solo di fronte agli attacchi” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel chiedere ora al Ministro della Salute Giulia Grillo “di definire, in tempi brevi, le modalità attraverso cui saranno rese disponibili le informazioni relative alla provenienza dei prodotti agro-alimentari a soggetti che dimostrino un legittimo interesse all’utilizzo di tali dati”. Infatti dopo che il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso presentato da Coldiretti contro l’opposizione del Ministero della Salute alla richiesta di accesso civico dei dati riguardanti l’importazione di latte prodotti lattiero-caseari tra paesi Ue ed extra Ue, il Consiglio di Stato ha reso giustizia chiarendo che la Coldiretti è legittimata a proporre la domanda di accesso e di acquisire i dati per promuovere un controllo diffuso sull’operato degli enti pubblici, per assicurare ai cittadini una partecipazione consapevole alle decisioni pubbliche e, infine, per garantire una completa trasparenza. Al Ministero della Salute - conclude Coldiretti - non resta dunque che dare corso alla domanda di accesso civico che non potrà essere più negato per ragioni di riservatezza dei contro interessati. Qualora dovessero persistere resistenze la Coldiretti dichiara che chiederà l’esecuzione della sentenza anche mediante un giudizio di ottemperanza. http://www.umbria.coldiretti.it/consumi-coldiretti-cade-segreto-di-stato-su-cibi-stranieri.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129127626 Thu, 07 Mar 2019 13:28:09 GMT 8 MARZO, COLDIRETTI UMBRIA: OLTRE 5000 DONNE IN AGRICOLTURA. “ROSA” 1 IMPRESA AGRICOLA SU 3 Sono circa 5600 le imprese femminile attive in agricoltura in Umbria (4358 nella provincia di Perugia, 1231 in quella di Terni). È quanto emerge da un’elaborazione della Coldiretti regionale su dati Unioncamere Umbria relativi al quarto trimestre 2018, in occasione della Festa delle donne l’8 marzo.  Le aziende agricole guidate da donne - afferma Rosalba Cappelletti responsabile Donne Impresa Coldiretti Umbria - rappresentano un patrimonio importante che non è dato solo dal numero delle titolari (in Umbria circa il 30% del totale), ma anche da una capacità di innovazione che è stata in grado di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla multifunzionalità per le imprese agricole in ambito economico, ambientale e sociale. Il ruolo delle donne nei campi è diventato sempre più rilevante, con imprese fortemente radicate nel territorio: una realtà fondamentale per l’agricoltura umbra, in grado di garantire un apporto importante anche in termini di fantasia e intuito. Nella loro attività imprenditoriale - spiega Coldiretti - le imprenditrici agricole stanno dimostrando capacità nel coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita con l’attenzione al sociale, il contatto con la natura e la valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità, diventando protagoniste in diversi campi: dalle attività di educazione alimentare ed ambientale alle fattorie didattiche, fino alla vendita diretta e agriturismo. Proprio l’8 marzo - conclude Cappelletti, responsabile Donne Impresa Coldiretti Umbria - il nostro gruppo sarà impegnato a Tuoro sul Trasimeno per proseguire nella raccolta firme a sostegno dell’iniziativa europea “EatORIGINal - Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo), che si pone l’obiettivo di estendere l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti gli alimenti, per prevenire le frodi, proteggere la salute pubblica e garantire il diritto dei consumatori all’informazione. http://www.umbria.coldiretti.it/8-marzo-coldiretti-umbria-oltre-5000-donne-in-agricoltura-rosa-1-impresa-agricola-su-3-.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129059607 Wed, 06 Mar 2019 12:16:58 GMT TERRANOSTRA UMBRIA, NUOVO REGOLAMENTO AGRITURISMI: AL VIA GLI INCONTRI SUL TERRITORIO Tutela dei veri imprenditori che fanno dell’agriturismo un’attività realmente connessa a quella agricola principale, valorizzazione della multifunzionalità delle aziende e territorialità dei prodotti. Sono alcuni dei principi più importanti che, secondo Terranostra Umbria, l’associazione per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio della Coldiretti, il nuovo Regolamento di attuazione della disciplina regionale in materia di agriturismo, permette di perseguire. Proprio per illustrare le recenti novità del settore, frutto anche di una sostanziale attività partecipata di Terranostra - spiega la presidente regionale Elena Tortoioli - partiranno domani alle ore 16 da Perugia, nella sede Coldiretti di Via Settevalli 131/f, con la presenza del Presidente nazionale di Terranostra Diego Scaramuzza, una serie di incontri con gli operatori. Tra gli aspetti disciplinati dal nuovo Regolamento - ricorda Terranostra - che consentirà, tra l’altro, alle imprese agricole che già esercitano attività agrituristiche di adeguarsi alla nuova disciplina entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore: le modalità operative e la disciplina amministrativa per l’esercizio delle attività agrituristiche; le nuove tabelle per la valutazione del tempo lavoro; le modalità per la verifica dei limiti relativi ai prodotti agroalimentari somministrati e per l’indicazione dell’origine degli stessi, nonché per la verifica della connessione; i requisiti igienico-sanitari degli immobili e delle attrezzature da utilizzare per le attività agrituristiche; procedura di vigilanza e controllo. In Umbria - sottolinea Tortoioli - l’agriturismo, oltre a rappresentare un’attività che permette all’impresa agricola multifunzionale di acquisire un importante valore aggiunto, è in grado di offrire ai turisti un luogo ideale per le vacanze, configurandosi, tra l’altro, come un ottimo veicolo per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari del territorio. Un importante “segmento” che merita grande attenzione, visto che si presenta sempre più come una vetrina del territorio, capace di creare sviluppo economico coinvolgendo gli altri settori. I prossimi incontri organizzati da Terranostra, si svolgeranno il 21 febbraio alle ore 16 a Terni, presso la sede Coldiretti in Via Bramante e il 25 febbraio alle ore 16 a Gubbio, presso l’hotel B. Ubaldi in Via Perugina. Altre tappe, Città di Castello il 28 febbraio alle ore 16 presso il Comune in Piazza Gabriotti e Norcia il 5 marzo alle 10, sala riunioni del Gruppo Grifo Agroalimentare in Loc. Opaco. L’agriturismo conta in Umbria secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat (2017), 1373 strutture, con 414 dedite alla ristorazione, 237 alla degustazione e 1175 ad altre attività. Tra le province, continua a guidare Perugia con 1.156 agriturismi, seguita da Terni con 217. Un agriturismo su sei (229) si trova in montagna, mentre il 46 per cento è gestito da donne. I posti letto sono 23.498, mentre quelli a tavola sono 13.516. http://www.umbria.coldiretti.it/terranostra-umbria-nuovo-regolamento-agriturismi-al-via-gli-incontri-sul-territorio.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128325475 Mon, 25 Feb 2019 11:08:16 GMT COLDIRETTI UMBRIA: LE AZIENDE DI CAMPAGNA AMICA A “NERO NORCIA” Anche le aziende agricole Campagna Amica Coldiretti animeranno, a cominciare dalla location di Piazza Vittorio Veneto, la 56a Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Nero Pregiato di Norcia e dei Prodotti Tipici, nell’ultimo week-end di febbraio, 2, 3, 9 e 10 di marzo. Tra i prodotti proposti - spiega Coldiretti - non solo tartufi, ma varie eccellenze agricole del territorio: dai formaggi all’olio extravergine, dai legumi alle confetture e miele. Un appuntamento importante - sottolinea Coldiretti - per promuovere l’Umbria, le sue produzioni ma anche i territori feriti dal terremoto, in cui l’agricoltura contribuisce in modo importante all’occupazione, sostenendo il flusso turistico che, tra ristorazione e souvenir, è linfa vitale per la popolazione. L’obiettivo - aggiunge Coldiretti - è il rilancio di queste zone puntando anche sulle tante eccellenze agroalimentari e sulla ricettività rurale, per evitare l’abbandono delle campagne duramente colpite. Coldiretti prosegue così, nella sua azione volta al legame del cibo made in Umbria con le aziende agricole, valorizzando le produzioni di qualità in grado di “raccontare” pure la cultura, la storia e le tradizioni dei luoghi di produzione. La presenza dei produttori agricoli - conclude Coldiretti - rappresenta anche un importante momento di coesione sociale, in un luogo, Norcia, da sempre molto legato al mondo rurale. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-le-aziende-di-campagna-amica-a-nero-norcia-.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128422598 Thu, 21 Feb 2019 12:37:29 GMT 6° RAPPORTO AGROMAFIE, COLDIRETTI, EURISPES E OSSERVATORIO SU CRIMINALITÀ AGROALIMENTARE: UN BUSINESS DA 24,5 MLD EURO A TAVOLA (+12,4%) Anche la dirigenza di Coldiretti Umbria ha partecipato a Roma alla presentazione del sesto Rapporto Agromafie 2018 elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare, da cui emerge come il volume d’affari complessivo annuale delle agromafie è salito a 24,5 miliardi di euro con un balzo del 12,4% nell’ultimo anno, con una crescita che sembra non risentire della stagnazione dell’economia italiana e internazionale, immune alle tensioni sul commercio mondiale e alle barriere di circolazione delle merci e dei capitali. Una rete criminale che si incrocia perfettamente con la filiera del cibo, dalla sua produzione al trasporto, dalla distribuzione alla vendita. I poteri criminali si “annidano” nel percorso che frutta e verdura, carne e pesce, devono compiere per raggiungere le tavole degli italiani. Il risultato sono la moltiplicazione dei prezzi, i pesanti danni di immagine per il Made in Italy in Italia e all’estero e i rischi per la salute con 399 allarmi alimentari, più di uno al giorno nel 2018 in Italia, secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati del Sistema di allerta rapido dell’Unione europea RASFF. Senza trascurare le conseguenze sull’ambiente con le discariche abusive e le illegalità nella gestione dei rifiuti che fanno registrare oltre 30mila ecoreati all’anno in Italia. Nel 2018 si è confermata anche l’impennata di fenomeni criminali con furti di trattori, falciatrici e altri mezzi agricoli, gasolio, rame, prodotti (dai limoni alle nocciole, dall’olio al vino) e animali con un ritorno dell’abigeato. A tutto questo - osserva il Rapporto Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare - si aggiungono racket, usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione nelle campagne. L’agricoltura e l’alimentare - commenta il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti - sono considerate aree prioritarie di investimento dalla malavita che ne comprende la strategicità, specie in tempo di crisi, per questo occorre non abbassare la guardia e continuare a vigilare anche a livello locale. Per contribuire a questa battaglia, Coldiretti - ricorda Diego Furia direttore regionale - ha promosso l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, con Giancarlo Caselli presidente del comitato scientifico. Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano, tra l’altro, la necessità di stringere le maglie ancora larghe della legislazione, con la riforma dei reati in materia agroalimentare. Allestita per l’occasione la tavola de “Il crimine nel piatto degli italiani” con i casi più eclatanti, dall’antipasto al dolce, di portate illegali frutto di traffici, inganni, frodi e manipolazioni per speculare sul cibo e sulle filiere agroalimentari. http://www.umbria.coldiretti.it/6-rapporto-agromafie-coldiretti-eurispes-e-osservatorio-su-criminalita-agroalimentare-un-business-da.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128180747 Thu, 14 Feb 2019 12:31:00 GMT GIORNATA CONTRO LO SPRECO: COLDIRETTI UMBRIA, ECCO DECALOGO ANTISPRECHI A TAVOLA Fare la lista della spesa, leggere attentamente la scadenza sulle etichette, verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati, effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, privilegiare confezioni adeguate, scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione, preferire la spesa a km 0 e di stagione che garantisce una maggiore freschezza e durata, riscoprire le ricette degli avanzi, dalle marmellate di frutta alle polpette fino al pane grattugiato, ma anche non avere timore di chiedere la doggy bag al ristorante. Sono alcuni dei consigli elaborati dalla Coldiretti Umbria in occasione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare che si celebra il 5 febbraio. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ quasi tre italiani su quattro (71%) hanno diminuito o annullato gli sprechi alimentari nell’ultimo anno mentre il 22% li ha mantenuti costanti ma c’è anche un 7% che dichiara di averli aumentati. Nonostante la maggiore attenzione il problema resta però rilevante; eppure per evitare di buttare il cibo basterebbe seguire pochi semplici accorgimenti, come spiega il decalogo della Coldiretti predisposto per la Giornata contro lo spreco. Importante innanzitutto è programmare la propria spesa, magari facendo la tradizionale lista, ma anche prediligendo acquisti ridotti ma più frequenti. Fare poi la spesa a chilometri zero in filiere corte con l’acquisto di prodotti locali taglia del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dello studio Ispra. Meglio, prediligere i prodotti di stagione, scegliendo la frutta e le verdure al giusto grado di maturazione e conservandola adeguatamente, senza tenere insieme quella che si intende consumare a breve con quella che si prevede di conservare più a lungo. E lo stesso consiglio vale anche per tutti i cibi in generale. Occorre poi controllare sempre l’etichetta - continua Coldiretti - in particolare la scadenza, distinguendo tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro il…”. Per evitare gli sprechi anche al ristorante - prosegue Coldiretti - non ci si deve vergognare di chiedere la doggy bag, la scatola che permette di portare a casa gli avanzi dei pasti consumati. Sulle tavole degli italiani sono poi tornati i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia. Ricette che - spiega Coldiretti - non sono solo una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi, ma aiutano anche a non far sparire tradizioni culinarie del passato. I piatti antispreco sono tanti - rivela Coldiretti - basta solo un po’ di estro e si possono preparare delle ottime polpette recuperando della carne macinata avanzata semplicemente aggiungendo uova, pane duro e formaggio oppure la frittata di pasta per riutilizzare gli spaghetti del giorno prima e ancora la pizza rustica per consumare le verdure avanzate avvolgendole in una croccante sfoglia.   DECALOGO ANTISPRECO DI CAMPAGNA AMICA 1) Fai la lista della spesa  2) Procedi con acquisti ridotti e ripetuti nel tempo  3) Preferisci le produzioni locali e compra nei mercati a km 0 4) Acquista seguendo la stagionalità dei prodotti  5) Prendi la frutta con il giusto grado di maturazione  6) Separa le diverse varietà di frutta e verdura 7) Non tenere insieme i cibi che consumi in tempi diversi 8) Controlla sempre l’etichetta  9) Chiedi la doggy bag al ristorante per consumare a casa gli avanzi 10) Cucina con gli avanzi ricette antispreco http://www.umbria.coldiretti.it/giornata-contro-lo-spreco-coldiretti-umbria-ecco-decalogo-antisprechi-a-tavola.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127839505 Tue, 05 Feb 2019 12:08:24 GMT COLDIRETTI UMBRIA, DECRETO SEMPLIFICAZIONI: BENE ETICHETTA SALVA MADE IN ITALY Coldiretti Umbria esprime grande soddisfazione per l’approvazione da parte dell’aula del Senato della norma sull’obbligo di etichettatura di origine per tutti i prodotti alimentari contenuta nel decreto semplificazioni. Il nostro Paese - commenta Coldiretti - si pone in questo modo all’avanguardia in Europa nelle politiche per la trasparenza dell’informazione ai consumatori con l’etichetta di origine Made in Italy per valorizzare la produzione nazionale, consentire scelte di acquisto consapevoli ai cittadini ed impedire di spacciare prodotti stranieri come nazionali. Una grande vittoria per agricoltori e consumatori - afferma il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti - per dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per i salumi, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro. Dietro questa “battaglia madre” di Coldiretti, vi è la forte intenzione di garantire la massima trasparenza dei processi produttivi, i controlli, la qualità delle produzioni e di conseguenza la libertà di scelta dei cittadini-consumatori. Una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le maggiori preoccupazioni - precisa Coldiretti - sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Il nostro impegno - conclude Agabiti - prosegue sul fronte europeo con il sostegno alla petizione “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) per chiedere anche alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che mangia. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-decreto-semplificazioni-bene-etichetta-salva-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127614902 Wed, 30 Jan 2019 12:44:24 GMT L’UMBRO FRANCESCO PANELLA NELL’ESECUTIVO NAZIONALE COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA Francesco Panella entra nell’Esecutivo nazionale di Coldiretti Giovani Impresa. Il Delegato Regionale del movimento che raduna gli imprenditori under 30 della Coldiretti dell’Umbria, entra a far parte della nuova squadra guidata dalla campana Veronica Barbati, nuovo leader dei giovani agricoltori italiani eletta oggi a Roma dall’Assemblea nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, composta da rappresentanti provenienti dalle campagne di tutte le Province e Regioni italiane. Francesco Panella, ventisettenne di Perugia, dallo scorso giugno ricopre la carica di Delegato Regionale Coldiretti Giovani Impresa Umbria. Conduce ad Umbertide, un’azienda agricola di circa 50 ettari ad indirizzo cerealicolo e olivicolo, cui si aggiungono leguminose e miele; completano l’azienda l’agriturismo e la fattoria didattica. “Sono molto motivato per questo nuovo incarico - commenta Panella. L’auspicio è che con il nostro lavoro si possa contribuire a rispondere alle esigenze dei ragazzi che entrano nel mondo dell’agricoltura, ma anche a risolvere le varie problematiche che tutti i giorni i giovani imprenditori agricoli sono chiamati ad affrontare. Chi si impegna nelle campagne - aggiunge Panella - è convinto di svolgere un mestiere dalle prospettive economiche importanti, ma anche utile all’ambiente e all’intera collettività. Le campagne possono offrire prospettive di lavoro sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare un’occupazione anche temporanea nelle stalle o nei campi”. Nell’ambito dell’Assemblea elettiva dei Giovani Coldiretti è stato organizzato un Open Space sull’innovazione con dimostrazioni pratiche, esperienze creative realizzate grazie al talento giovanile lungo tutta la Penisola, dalla biocosmetica antispreco ai tessuti a km zero, dalla canapa multiuso al grande fratello dei pascoli fino alla prima wellness SPA delle api e molto altro. http://www.umbria.coldiretti.it/l-umbro-francesco-panella-nell-esecutivo-nazionale-coldiretti-giovani-impresa.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127415617 Fri, 25 Jan 2019 12:59:39 GMT COLDIRETTI, IN UMBRIA 5 MILA A LETTO: I CONSIGLI PER UNA DIETA ANTI MALANNI Sono oltre 5.000 gli umbri colpiti dall’influenza nella prima settimana di gennaio, mentre il conto totale degli italiani ammalati ammonta circa a 1.800.000 dall’inizio della sorveglianza. È quanto emerge da un’elaborazione della Coldiretti Umbria su dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Nella prima settimana del 2019 - sottolinea Coldiretti - in Umbria la fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a 22,91 casi per mille assistiti, mentre nella fascia 5-14 anni l’incidenza è di 9,34 per mille assistiti, nei giovani-adulti (15-64 anni) è di 1,38 e negli anziani di 0,71 casi per mille assistiti. Secondo il rapporto aggiornato InfluNet comunque, nella prima settimana del 2019, il livello di incidenza è inferiore a quello della scorsa stagione. Secondo Coldiretti, aumentare le calorie consumate, iniziando la mattina con latte, miele o marmellata e portando poi a tavola soprattutto zuppe, verdure, legumi e frutta, aiuta a rafforzare con l’apporto di vitamine le difese immunitarie dal rischio dell’insorgenza dell’influenza favorita dal freddo. Oltre a frutta e verdura ricca di antiossidanti nella dieta per sconfiggere l’influenza non devono mancare - continua Coldiretti - latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e, per alcuni esperti, anche il miele e l’aglio, che contiene una sostanza, l’allicina, particolarmente attiva nella prevenzione. Fondamentale - sottolinea Coldiretti - è assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti. Nella dieta - prosegue Coldiretti - non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali. Per la frutta - evidenzia Coldiretti - di grande importanza per il contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come i kiwi, clementine e arance rigorosamente italiane per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico. Va anche ricordato che in un soggetto normale l’assunzione di proteine deve essere compresa tra 0,8-1,3 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, per cui - conclude Coldiretti - una buona dose di carne nella dieta non può fare che bene. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-in-umbria-5-mila-a-letto-i-consigli-per-una-dieta-anti-malanni.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126787288 Thu, 10 Jan 2019 12:01:40 GMT COLDIRETTI, MANOVRA: INTERVENTI PER CALAMITÀ E PIANO PER NUOVI IMPIANTI C’era anche una delegazione di imprenditori umbri alla manifestazione degli agricoltori scesi in piazza a Roma davanti al Ministero delle Politiche Agricole, per denunciare l’assenza nella Manovra delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, tra cui l’Umbria. “Per affrontare l’emergenza serve la dichiarazione di calamità naturale con lo stanziamento di risorse adeguate per consentire ai produttori duramente colpiti di ripartire in situazioni drammatiche come quella pugliese dove si è verificato un drastico calo del 65% dei raccolti” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel chiedere “un adeguato coordinamento istituzionale tra il livello regionale e quello nazionale”. Sul piano strutturale - ha continuato Prandini - vanno affrontate le molteplici criticità, dalla inarrestabile strage provocata dalla Xylella alle contraffazioni, dall’invasione di olio straniero a dazio zero al falso Made in Italy per salvare un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l’economia e l’occupazione. In questo scenario - ha precisato Prandini - per rimanere competitivi e non essere condannati all’irrilevanza in un settore fondamentale per il Made in Italy deve partire al più presto il Piano olivicolo nazionale 2.0 per rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati, anche per realizzare nuovi impianti, così come è stato fatto da altri Paesi nostri concorrenti. Anche in Umbria, seppure la produzione 2018 sia risultata in aumento rispetto all’anno precedente, le quantità risultano ampiamente sotto la media, con il maltempo che ha colpito duro causando significativi danni da gelo agli impianti di oliveto in molte aziende. A livello regionale occorre - secondo Coldiretti - accelerare sulla predisposizione del Piano olivicolo, per valorizzare e tutelare ulteriormente un prodotto simbolo del Made in Umbria, vero ambasciatore della regione nel mondo, da promuovere con maggiore forza. Nella regione si contano - secondo elaborazioni Coldiretti - quasi 7,5 milioni di piante di olivo che coprono circa 30.000 ettari e permettono di produrre mediamente circa 65.000 quintali di olio l’anno. La D.O.P. dell’olio extravergine di oliva Umbria, istituita nel 1997, è l’unica denominazione italiana estesa all’intero territorio regionale, che è stato suddiviso in cinque sottozone (Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli del Trasimeno, Colli Amerini e Colli Orvietani). Gli olivi sono per la maggior parte di varietà Moraiolo, che è la cultivar che simbolicamente e concretamente rappresenta l’olio umbro, di varietà comuni come Frantoio e Leccino e di cultivar autoctone, nell’areale del Trasimeno varietà Dolce Agogia, nell’areale di Giano dell’Umbria varietà San Felice e Nostrale di Rigali nell’areale di Gualdo Tadino. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-manovra-interventi-per-calamita-e-piano-per-nuovi-impianti.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126709171 Tue, 08 Jan 2019 13:14:24 GMT MANOVRA: AGRICOLTORI IN PIAZZA NELLA CAPITALE Dopo l’approvazione della Manovra sono gli agricoltori i primi a scendere in piazza nella Capitale per denunciare gli errori regionali e l’assenza nella legge di stabilità delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, a partire dalla Puglia, con il dimezzamento della produzione nazionale di olio di oliva che ha messo in ginocchio il settore. L’appuntamento degli agricoltori provenienti da diverse regioni italiane tra cui l’Umbria è per domani martedì 8 gennaio dalle ore 9,30 a Roma davanti al Ministero delle Politiche Agricole dove è previsto l’incontro di una delegazione guidata dal presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini con il Ministro Gian Marco Centinaio per affrontare l’emergenza, con l’ “opportuno confronto con i corpi sociali” sollecitato dallo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno. Si tratta di difendere il prodotto simbolo della dieta mediterranea di fronte ad una crisi storica che va affrontata responsabilmente con interventi straordinari a livello regionale e nazionale, come dimostra lo studio “Salvaolio” della Coldiretti che sarà presentato nell’occasione. Dalla inarrestabile strage provocata dalla Xylella alle contraffazioni, dall’invasione di olio straniero a dazio zero al falso Made in Italy fino ai cambiamenti climatici e gli effetti dei disastrosi eventi estremi, sono alcune delle criticità da affrontare per salvare un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l'economia e  l’occupazione che vede impegnate oltre 400mila aziende agricole. http://www.umbria.coldiretti.it/manovra-agricoltori-in-piazza-nella-capitale.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126708546 Tue, 08 Jan 2019 13:07:59 GMT COLDIRETTI UMBRIA: +5,6% COSTO ENERGIA PESA SU IMPRESE E CITTADINI L’aumento record del 5,6% dei costi energetici pesa sui conti delle famiglie e delle imprese rendendo più onerosa la produzione. È quanto sottolinea Coldiretti Umbria in riferimento agli aumenti di prezzo dell’energia sulla base dei dati Istat relativi all’inflazione nel 2018. Si segnalano infatti - riferisce Coldiretti - rialzi consistenti dei prezzi dei beni energetici regolamentati del 5,1% e del 6% per quelli non regolamentati. L’aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo perché - afferma Coldiretti - riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare. Il costo dell’energia - conclude Coldiretti - si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione e distribuzione. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-5-6-costo-energia-pesa-su-imprese-e-cittadini.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126708497 Tue, 08 Jan 2019 13:04:42 GMT CAPODANNO: COLDIRETTI/IXE’, SPESA CENONE 82 EURO/FAMIGLIA, -7% Boom delle lenticchie a capodanno, presenti nell’86% dei menu. È quanto emerge, tra l’altro, da un’indagine Coldiretti/Ixe’ secondo cui per il cenone di fine anno saranno destinati alla tavola 82 euro in media a famiglia, con un calo del 7% rispetto allo scorso anno. Se lo spumante - sottolinea Coldiretti - si conferma come il prodotto immancabile per nove italiani su dieci (91%), esso è sorprendentemente seguito a ruota dalle lenticchie presenti nell’86% dei menu, forse anche perché sono chiamate a portar fortuna secondo antiche credenze. Tra le più note quelle del Castelluccio di Norcia Igp, ma anche quelle inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali come le lenticchie di S.Stefano di Sessanio (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), Molisane (Molise), di Altamura (Puglia), di Villalba, Leonforte, Ustica e Pantelleria (Sicilia) o umbre quali ad esempio quelle di Colfiorito. L’interesse per le lenticchie è accompagnato dalla riscossa di cotechino e zampone presenti sul 72% delle tavole. In Umbria - ricorda Coldiretti - la produzione di lenticchia è quasi quintuplicata rispetto a 10 anni fa. Nel 2018 si è avuta una produzione di 15.000 quintali per 2.300 ettari di superficie. La lenticchia di Castelluccio è un classico prodotto dell’agricoltura di montagna coltivato in maniera del tutto naturale a quota 1.400 metri secondo le prescrizioni del disciplinare di produzione approvato dall’Unione Europea. La lenticchia viene seminata su una superficie di circa 525 ettari per una produzione che, a seconda delle stagioni si aggira attorno ai 3.700 quintali di prodotto. Sulle tavole per le feste è forte anche la presenza del pesce nazionale a partire da alici, vongole, sogliole, triglie e seppie con - conclude Coldiretti - il 58% degli italiani che assaggerà il salmone arrivato dall’estero, appena l’11% si permetterà le ostriche e l’8% il caviale spesso però di produzione nazionale che viene anche esportata. http://www.umbria.coldiretti.it/capodanno-coldiretti-ixe-spesa-cenone-82-euro-famiglia-7-.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126708414 Tue, 08 Jan 2019 13:00:16 GMT COLDIRETTI UMBRIA, RAPPORTO QUALIVITA: IL CIBO DI QUALITÀ UMBRO VALE 119 MILIONI DI EURO Il cibo di qualità ha generato nel 2017 per le aziende umbre 119 milioni di euro di valore alla produzione tra settore food e vino. È quanto emerge dai dati contenuti nel nuovo Rapporto 2018 Ismea-Qualivita  sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp e Stg, rielaborati da Coldiretti Umbria. Come si evince dal Rapporto - spiega Coldiretti - l’Umbria conta 30 prodotti DOP IGP dei comparti Food (9) e Wine (21), con un peso dello 0,8% sul totale nazionale che vale 15,2 miliardi di euro di valore alla produzione per il 2017. Le certificazioni del food valgono per l’Umbria 49 milioni di euro alla produzione, mentre le denominazioni del comparto wine, 70 milioni di euro di valore alla produzione. L’Umbria - aggiunge Coldiretti - si piazza al quattordicesimo posto nella classifica, guidata dal Veneto, delle regioni per impatto economico dei prodotti Dop, Igp e Stg (Food e Wine). 4.252 gli operatori umbri DOP e IGP: 2.223 nel food e 2.029 per il comparto wine. Oltre all’eccellenza dei vini umbri - ricorda Coldiretti - tra le denominazioni principali del “food” il Prosciutto di Norcia IGP, il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e l’Olio extravergine Umbria DOP. L’attenzione verso l’alimentazione è sempre più diffusa e le certificazioni rappresentano una garanzia in più per i consumatori - spiega Coldiretti Umbria. In un mercato sempre più globale, dando per acquisita la ricerca della qualità e il miglioramento continuo, distinguersi ed essere riconoscibili diventa un valore aggiunto. Un’offerta di eccellenze - conclude Coldiretti - resa possibile anche dal lavoro degli agricoltori che hanno salvato dall’estinzione molti prodotti e li hanno riportati sulle tavole dei consumatori, grazie pure alla rete di vendita diretta dei mercati, delle botteghe e dei punti di Campagna Amica. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-rapporto-qualivita-il-cibo-di-qualita-umbro-vale-119-milioni-di-euro.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125921783 Wed, 19 Dec 2018 12:37:30 GMT COLDIRETTI UMBRIA: BENE RISOLUZIONE ONU, “SALVA-MADE IN ITALY” Coldiretti Umbria esprime soddisfazione per la versione definitiva della risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla nutrizione che ha permesso di evitare bollini allarmistici o tasse per dissuadere il consumo di certi alimenti. Grazie all’attività diplomatica del nostro Paese è stata sventata - afferma Coldiretti - una pericolosa deriva internazionale per mettere sul banco degli imputati i principali prodotti del Made in Italy a causa del loro contenuto in sale, zucchero e grassi, anche con l’apposizione di allarmi sulle confezioni o l’introduzione di tasse  per scoraggiarne i consumi. Tra questi l’olio extravergine di oliva considerato unanimemente un elisir di lunga vita, ma anche formaggi e salumi. Una decisione - precisa Coldiretti - che deve rappresentare un freno al diffondersi di sistemi di informazione visiva come l’etichetta a semaforo inglese, ma anche il nutriscore francese o i bollini neri cileni che mettono a rischio prodotti Made in Italy dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di agricoltori: un patrimonio che è anche alla base della dieta mediterranea. Un corretto regime alimentare - aggiunge Coldiretti - si fonda sull’equilibrio nutrizionale tra i diversi cibi consumati e non va ricercato sullo specifico prodotto. Ora occorre lavorare - spiega Coldiretti - perché il bisogno di informazioni del consumatore sui contenuti nutrizionali sia soddisfatto nella maniera più completa e dettagliata, ma anche con chiarezza, a partire dalla necessità di usare segnali univoci e inequivocabili per certificare le informazioni più rilevanti per i cittadini, come l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti gli alimenti. Coldiretti ha promosso a Bruxelles insieme ad altre nove organizzazioni l’Iniziativa Europea dei Cittadini “EatORIGINal – Unmask your food” al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare. Il sito per sottoscrivere l’iniziativa è: www.eatoriginal.eu. La raccolta firme si sta promuovendo con diversi appuntamenti pure in Umbria, grazie anche al contributo di Coldiretti Giovani Impresa e di Donne Impresa: l’obiettivo è proprio quello di estendere l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti gli alimenti, per prevenire le frodi, proteggere la salute pubblica e garantire il diritto dei consumatori all’informazione. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-bene-risoluzione-onu-salva-made-in-italy-.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125743170 Fri, 14 Dec 2018 11:40:50 GMT VINO: COLDIRETTI, SI INVERTE TENDENZA +8% CONSUMI IN ITALIA IN 5 ANNI Con una netta inversione di tendenza rispetto al passato sono aumentati dell’8% i consumi di vino degli italiani negli ultimi cinque anni. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell’OIV diffusa in occasione dell’incontro su “Mercati del vino e innovazioni in vigna” promosso a Palazzo Rospigliosi a Roma dal Comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti coordinato dall’enologo Riccardo Cotarella e arricchito dalle competenze tecniche del prof. Attilio Scienza e del direttore Generale di Ismea Raffaele Borriello. L’Italia con 22,6 milioni di ettolitri nel 2017 si colloca al terzo posto tra i maggiori consumatori dietro a Stati Uniti e Francia. È in atto una rivoluzione sulle tavole degli italiani con i consumi che dopo aver raggiunto il minimo hanno invertito la tendenza con una decisa svolta verso la qualità del vino che - ricorda Coldiretti - è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol. Lo dimostrano - precisa Coldiretti - il boom dei corsi per sommelier, la cultura della degustazione consapevole con la proliferazione di wine bar e un vero boom dell’enoturismo che oggi genera un indotto turistico di quasi 3 miliardi di euro l’anno ed ha conquistato nell’ultima manovra il suo primo storico quadro normativo. Il settore vitivinicolo umbro rappresenta al meglio la qualità delle produzioni agricole della nostra regione - sottolineano Giampaolo Farchioni e Diego Furia presidente e direttore Coldiretti Perugia, presenti oggi a Roma - che debbono essere sempre più valorizzate sia nei mercati nazionali che internazionali, dove la concorrenza è in continua crescita. Il futuro del Made in Italy - aggiungono Farchioni e Furia - dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività che è stata la chiave del successo nel settore del vino dove ha trovato la massima esaltazione la valorizzazione delle specificità territoriali che rappresentano la vera ricchezza del Paese. Anche il vino umbro è cresciuto scommettendo sulla sua identità con una decisa svolta verso la qualità che gli ha permesso di estendersi nel mondo. Le esportazioni di vino umbro all’estero hanno superato nel 2017 quota 34 milioni di euro, con un aumento del 2,3 per cento, rispetto all’anno precedente. Secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat sul commercio con l’estero nel 2017, il vino made in Umbria ha raggiunto la cifra di 34.069.000 euro, mentre nel 2016 si era fermato a 33.304.000. In Umbria - conclude Coldiretti - la superficie vitata ammonta circa a 13.000 ettari, con una dimensione media aziendale di poco superiore all’ettaro. La produzione media degli ultimi anni si è attestata intorno ai 700mila ettolitri annui: 13 le DOC; 2 le DOCG; 6 le IGT. http://www.umbria.coldiretti.it/vino-coldiretti-si-inverte-tendenza-8-consumi-in-italia-in-5-anni-.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125717335 Thu, 13 Dec 2018 14:59:16 GMT COLDIRETTI: PER I GIOVANI AGRICOLTORI UMBRI SCATTA LA CORSA ALL’OSCAR Anche per i giovani imprenditori agricoli umbri scatta la corsa all’Oscar: lo rende noto Coldiretti Umbria in occasione del via al premio all’innovazione per le imprese che creano sviluppo e lavoro. La rinnovata attrattività della campagna per i giovani - sottolinea Coldiretti - si riflette nella convinzione comune che l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo. Non a caso oltre otto italiani su dieci (82,1%) sarebbero contenti se il proprio figlio lavorasse in agricoltura, secondo un’analisi Coldiretti/Censis, dalla quale emerge anche che appena il 5,4% delle mamme e dei papà sarebbe contrario a vedere il figlio in campagna mentre il restante 12,5% non prende posizione. Al premio Oscar Green, promosso da Coldiretti Giovani Impresa, sarà possibile iscriversi fino al 18 marzo 2019 rivolgendosi alle sedi territoriali Coldiretti o attraverso il sito giovanimpresa.coldiretti.it oppure accedendo direttamente al sito www.oscargreen.it in una delle sei categorie di concorso. La prima, “Impresa4.Terra”, premierà i progetti di quelle giovani aziende agroalimentari che hanno creato una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana coniugando tradizione e innovazione. La categoria “Campagna Amica” - continua Coldiretti - valorizzerà i prodotti tipici italiani su scala locale, nazionale e mondiale rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale. “Sostenibilità” ambientale è la parola d’ordine di quei progetti che promuovono un modello di sviluppo sostenibile, riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. “Fare Rete” prende in esame quei modelli di imprese, cooperative, consorzi agrari, società agricole e start up, capaci di creare reti sinergiche in grado di massimizzare i vantaggi delle aziende agroalimentari e del consumatore finale. Si tratta - rileva Coldiretti - di progetti promossi nell’ambito di partenariati variegati, che coniugano agricoltura e tecnologica così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica. “Noi per il sociale” promuove quei progetti volti a rispondere a bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e sociale. Possono partecipare Enti Pubblici, Cooperative e Consorzi capaci di creare sinergia con realtà agricole a fini sociali. Solo per questa categoria l’età non è vincolante. “Creatività”, infine, centra l’attenzione sull’originalità di idea, di prodotto e di metodo. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-per-i-giovani-agricoltori-umbri-scatta-la-corsa-all-oscar-.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125475582 Fri, 07 Dec 2018 10:53:28 GMT COLDIRETTI UMBRIA, UE: SUL CIBO 10 ALLARMI AL GIORNO NEL 2018, SERVE ETICHETTA DI ORIGINE SU TUTTI GLI ALIMENTI È scattata oggi da Piazza della Repubblica a Perugia, promossa da Coldiretti Giovani Impresa Umbria, la raccolta firme sul territorio a sostegno dell’iniziativa “EatORIGINal - Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo), per estendere l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti gli alimenti, per prevenire le frodi, proteggere la salute pubblica e garantire il diritto dei consumatori all’informazione. Lo rende noto la Coldiretti regionale ricordando come nell’Unione Europea si siano verificati nei primi nove mesi del 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. L’iniziativa Europea dei Cittadini “EatORIGINal - Unmask your food”, per estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti, era stata presentata da Coldiretti nei giorni scorsi a Bruxelles, insieme ad altre nove organizzazioni. Un’iniziativa autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione (UE) 2018/1304 che gode del sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Gaia (associazione degli agricoltori greci), da Campagna amica a Fondazione Univerde, fino a Green protein (ONG svedese). Nonostante i passi in avanti - spiega Coldiretti - permangono purtroppo ancora ampie zone d’ombra e ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come dimostrano gli scandali alimentari globali dell’ultimo decennio che si sono propagati rapidamente a livello planetario per la mancanza di trasparenza, dal latte alla melamina dalla Cina del 2008 che ha provocato vittime tra i bambini allo scandalo mondiale sulla carne avariata esportata dal Brasile nel 2017. Le maggiori preoccupazioni - precisa Coldiretti - sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. L’etichettatura di origine obbligatoria degli alimenti è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2001 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina. Da allora molti passi in avanti sono stati compiuti ma resta l’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. Per spingere l’Unione Europea a completare il percorso nasce - aggiunge Coldiretti - un fronte europeo per la trasparenza in etichetta con la raccolta di un milione di firme in almeno 7 Paesi dell’Unione. Nello specifico - sottolinea Francesco Panella delegato Coldiretti Giovani Impresa Umbria - questa proposta d’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’UE. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare. Il sito per sottoscrivere l’iniziativa è: www.eatoriginal.eu; in Umbria le firme si raccoglieranno anche presso i mercati di Campagna Amica e con altre apposite iniziative in varie città. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-umbria-ue-sul-cibo-10-allarmi-al-giorno-nel-2018-serve-etichetta-di-origine-su-tutti-gli-.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125189089 Fri, 30 Nov 2018 12:31:41 GMT COLDIRETTI TERNI: UN DICEMBRE A “KM ZERO” CON CAMPAGNA AMICA Tante eccellenze a Km zero, dai salumi al vino, dall’olio al miele, ma anche verdure, legumi, fiori e prodotti da forno, saranno proposte ai cittadini-consumatori di Terni da una decina di aziende agricole di Campagna Amica tutti i sabati del mese di dicembre, anche in concomitanza con le prossime festività. Lo rende noto la Coldiretti Terni in riferimento all’accordo raggiunto con il Comune che promuoverà ulteriormente la vendita diretta degli agricoltori nel cuore della città: spazio quindi allo shopping di Natale con il mercato di Campagna Amica, il 1, 15 e 22 dicembre dalle ore 9 alle 19 in Piazza Europa e l’8 e 29 dicembre in Piazza Tacito. Appuntamenti - spiega Coldiretti - che vanno a sommarsi al consueto mercato dei produttori agricoli del venerdì in Viale della Rinascita, e che saranno seguiti da altre iniziative durante tutto il 2019. Secondo un’analisi della Coldiretti sui consumi di Natale, sulla base della Xmas Survey della Deloitte, gli italiani destineranno quest’anno ai regali di Natale un budget complessivo di 216 euro a famiglia, sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno. Acquistare prodotti italiani significa sostenere il lavoro, l’economia e il territorio - afferma il presidente della Coldiretti Terni Paolo Lanzi - con l’agricoltura e l’alimentazione che possono offrire un grande contributo ad una ripresa sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute. Nei mercati degli agricoltori - sottolinea Lanzi - si promuove la conoscenza della stagionalità dei prodotti, ma anche la filosofia del km zero, con i cibi in vendita che non devono percorrere lunghe distanze, riducendo le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Infine essi rappresentano anche un importante strumento di animazione e coesione sociale, ricreando un legame profondo tra consumatore e produttore, tra città e campagna. L’Italia ha conquistato in pochi anni - conclude Coldiretti - la leadership mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e Francia con la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con proprio marchio del mondo grazie alla Fondazione Campagna Amica. In pochi anni è nata e cresciuta una rete unica a livello internazionale per dimensioni e caratteristiche che ha esteso la sua presenza dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani. http://www.umbria.coldiretti.it/coldiretti-terni-un-dicembre-a-km-zero-con-campagna-amica.aspx?KeyPub=GP_CD_UMBRIA_HOME|CD_UMBRIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125153999 Thu, 29 Nov 2018 12:24:49 GMT