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11/01/2007 - N.1

Le energie rinnovabili per contrastare i cambiamenti climatici

La firma dell’accordo quadro di filiera per lo sviluppo in Italia di energie rinnovabili, rappresenta un contributo concreto per contrastare i cambiamenti climatici in atto e per colmare il ritardo nazionale evidenziato nel rapporto sull’energia della Commissione Europea. È quanto afferma Coldiretti Umbria sottolineando come, grazie all’accordo, a tre milioni e mezzo di auto sarà garantita l’autonomia energetica per ventimila chilometri all’anno, con l’integrazione nel normale gasolio di biodiesel, ottenuto dalla coltivazione nel 2007 in Italia di girasole o colza a fini energetici capaci di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, nel rispetto degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto.
Le fonti energetiche pulite che vengono dalla campagna - sostiene Coldiretti - possono contribuire ad affrontare il problema dell’inquinamento ambientale percorrendo una strada che è stata intrapresa da tutti i paesi sviluppati. I biocarburanti derivano dalle coltivazioni agricole che - spiega Coldiretti - l’agricoltura italiana produce in abbondanza e in particolare il biodiesel deriva dall’esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole, mentre il bioetanolo viene prodotto tramite processi di fermentazione e distillazione di materiali zuccherini, amidacei o sottoprodotti come cereali, barbabietola da zucchero e prodotti della distillazione del vino.
L’accordo “salva clima” prevede per il 2007 - sottolinea Coldiretti - la coltivazione di semi oleosi a fini energetici per 70mila ettari di terreno dai quali è possibile ottenere circa 70mila tonnellate di biodiesel da integrare nel normale carburante. Un quantitativo che - continua Coldiretti - sarà incrementato negli anni successivi a 180mila ettari nel 2008 e a 240mila ettari nel 2009, per permettere all’Italia di avvicinarsi all’obiettivo fissato dalla Commissione Europea che prevede di espandere l’utilizzo di biocarburanti nel settore dei trasporti, con la prospettiva di aumentare entro il 2020 la proporzione di utilizzo fino al 10 per cento, per ridurre l’impiego di combustibile fossile come il petrolio e le emissioni di gas ad effetto serra responsabili dei cambiamenti climatici. L’accordo - precisa Sergio Marini presidente Coldiretti Umbria - fa riferimento alla legge 81/2006, fortemente sostenuta dalla Coldiretti con una raccolta di firme, nella quale si prevedeva l’obbligo di immettere al consumo biocarburanti di origine agricola “in misura pari all’1 per cento” che “è incrementata di un punto per ogni anno, fino al 2010”.
L’energia pulita proveniente dall’agricoltura - conclude Marini - produce molti vantaggi immediati: oltre a rappresentare un importante sostegno al reddito degli agricoltori e allo sviluppo rurale, permette di ridurre l’inquinamento ambientale e la dipendenza dai combustibili importati; d’altra parte, anche il quanto mai attuale problema delle polveri sottili nelle nostre città, ci suggerisce scelte alternative di questo genere, che potrebbero aiutare le varie amministrazioni nelle misure antinquinamento.