Federazione Coldiretti Umbria

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30/11/2006 - N.44

INDICAZIONE OBBLIGATORIA IN ETICHETTA DELL’ORIGINE DELL’OLIO DI OLIVA

Anche la Coldiretti dell’Umbria scende in campo per dire “no” all’olio di oliva straniero “spacciato” come Made in Italy: è partita infatti la raccolta di firme dei cittadini-consumatori, a sostegno dell’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dell’olio di oliva.
Sugli scaffali dei supermercati - spiega Coldiretti - è straniero l’olio di oliva contenuto quasi in una bottiglia su due, ma ai consumatori queste bottiglie vengono presentate tutte come italiane perché sulle etichette non è obbligatorio indicare l’origine delle olive ed è quindi possibile “spacciare” come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine.
È per questa ragione che Coldiretti ha avviato in Umbria, come nel resto d’Italia, una mobilitazione che, attraverso una raccolta di firme, punta a chiedere la completa attuazione della legge n.204 del 2004, per l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine di tutti i prodotti agricoli impiegati negli alimenti e nello specifico del luogo di coltivazione e molitura delle olive degli oli di oliva vergine ed extravergine. Sono troppi infatti - afferma Coldiretti - i detrattori che inducono in errore i consumatori, con indicazioni e riferimenti geografici, che non corrispondono all’esatto luogo di provenienza della materia prima.
È necessario - afferma Sergio Marini presidente Coldiretti Umbria - predisporre un sistema di controlli per la rintracciabilità dell’origine degli oli di oliva, al fine di prevenire contraffazioni e truffe ai danni dei cittadini-consumatori, garantendogli scelte consapevoli e difendendo il vero olio di oliva italiano quale prodotto di eccellenza del Made in Italy agroalimentare.
In tal modo - precisa Marini - sarà possibile evitare anche tutte quelle situazioni che tolgono spazio di mercato alla produzione nazionale e in particolare a quella umbra, sfruttando l’immagine positiva di territori e di stili ineguagliabili, a vantaggio di alimenti che nulla hanno a che fare con il tessuto produttivo agricolo nostrano.
Poiché la tutela e la valorizzazione delle produzioni Made in Italy, interessa tutta l’economia e lo sviluppo del territorio, Coldiretti Umbria chiederà al Consiglio Regionale, a quelli Provinciali, nonché alle Amministrazioni Comunali e alle Comunità Montane dell’Umbria, di approvare una proposta di delibera a sostegno della campagna e della mobilitazione in corso.
La raccolta delle adesioni all’iniziativa per l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle olive impiegate nell’olio - conclude Coldiretti - è aperta presso tutti gli uffici zona e recapito della Coldiretti di Perugia e Terni.