Federazione Coldiretti Umbria

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02/02/2007 - N.4

COLDIRETTI: UN PIANO DI SVILUPPO RURALE “FRUTTO” DI UNA FALSA CONCERTAZIONE

Gli incontri sul nuovo Piano di Sviluppo Rurale, promossi nei mesi scorsi dalla Regione dell’Umbria sul territorio delle due province, hanno evidenziato dissenso e malcontento da parte del mondo imprenditoriale. È quanto affermano Agostino Benedetti ed Albano Agabiti presidenti rispettivamente della Coldiretti di Perugia e Terni, in riferimento alle recenti affermazioni dell’Assessore Liviantoni, sulla presentazione alle imprese degli obiettivi principali contenuti nel prossimo Piano di Sviluppo Rurale, cui avrebbero partecipato più di duemila imprenditori.
Il percorso che ha accompagnato la predisposizione del nuovo Piano di Sviluppo Rurale - sostiene Coldiretti Umbria - è frutto di una concertazione assolutamente falsa, soprattutto rispetto a quelli che sono i dettami recentemente definiti nel Patto per lo Sviluppo dell’Umbria. Il Tavolo Verde è stato relegato a semplice “tavolo di ascolto”, svuotato completamente di contenuti e il partenariato, che doveva costituire un elemento basilare per la stesura stessa del Piano, è stato di fatto invalidato, conseguenza forse di una precisa strategia tesa a svilire il ruolo della rappresentanza del settore agricolo, a ulteriore conferma di quanto da Coldiretti denunciato sulla mancanza di concertazione. Stupisce e non è accettabile - proseguono i presidenti di Perugia e Terni - che dopo aver individuato nelle forze sociali gli interlocutori privilegiati del Patto per lo Sviluppo dell’Umbria firmato di recente, l’Assessore Liviantoni, affermi che i soggetti di riferimento ormai e sempre di più non sono solo i sindacati ma gli imprenditori in prima persona; affermazione questa gravissima - continuano - soprattutto se pronunciata da un rappresentante delle Istituzioni, che non potrà non avere gravi ripercussioni. Forse è utile ricordare, che le forze sindacali sono espressione diretta e democratica della base associativa, come sancito peraltro nella stessa Costituzione della Repubblica.
Di fronte alle difficoltà in cui si trova il settore agricolo e agroalimentare - secondo Coldiretti  - la centralità dell’impresa agricola dovrebbe essere il riferimento di un Piano che punta veramente allo sviluppo e all’innovazione del settore. Dopo che nei giorni scorsi gli organi assembleari della Coldiretti, hanno preso atto di come il nuovo P.S.R., risenta in maniera deleteria, anche nei suoi contenuti, dell’assenza di una vera concertazione, non tenendo in considerazione il malcontento espresso da tanti imprenditori sia singoli che associati, sono state programmate una serie di riunioni nel territorio con la base associativa, per mettere a punto le azioni mobilitative da intraprendere, a sostegno della centralità e dell’interesse delle imprese.
Sono già state definite le sedi degli incontri territoriali con i soci per le assemblee della Coldiretti: Perugia, Castiglione del Lago, Gubbio, Foligno, Marsciano, Norcia, Santa Maria degli Angeli, Todi, Trestina, Terni, Narni, Montecastrilli, Fabro, Orvieto e Amelia.