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10/11/2006 - N.40

“UMBRIA WINE DAY 2006”: LE STRATEGIE PER AFFRONTARE IL MERCATO VITIVINICOLO

Strategie di mercato e differenziazione dalla concorrenza internazionale, valorizzazione delle produzioni vitivinicole umbre, trasformazioni dello scenario internazionale vitivinicolo e riflessi sulla realtà nazionale, linee e tendenze del mercato del vino e implicazioni della nuova Riforma OCM, senza tralasciare l’evoluzione del potenziale viticolo regionale.
Questi i rilevanti temi affrontati nel corso del convegno odierno organizzato da Coldiretti Umbria, presso la Facoltà di Agraria di Perugia, nell’ambito della prima edizione dell’“Umbria Wine Day”.
“In Umbria abbiamo bisogno di una grande azione di riorganizzazione, senza nulla togliere alle varie realtà vitivinicole locali”: questo quanto dichiarato dall’assessore all’agricoltura dell’Umbria Carlo Liviantoni nel corso del suo intervento al convegno, preannunciando che entro la fine dell’anno, la Regione proporrà al mondo vitivinicolo regionale, un progetto di riorganizzazione, visto che intorno al vino si gioca anche un pezzo importante dell’immagine dell’intera Umbria, dove comunque rimangono troppe  le circa 600 etichette. “Riorganizzazione - ha continuato Liviantoni - che deve saper rispondere alle nuove esigenze di competitività e qualità e alle sempre più veloci richieste del mercato”.
Di una razionalizzazione necessaria a tutta la filiera regionale, ha parlato anche Sergio Marini, vice presidente nazionale Coldiretti e presidente Coldiretti Umbria, che ha aggiunto: “Bisogna lavorare molto sulla distinzione, per rafforzare la tutela dei marchi, in primis del marchio Umbria, a livello internazionale. Distinzione che significa anche esaltazione della qualità delle singole produzioni e quindi un deciso rifiuto di tutte quelle pratiche che non vanno nella giusta direzione, come quella dei trucioli nel vino. Si deve insistere inoltre - ha continuato Marini - anche nella ricerca, fondamentale per il settore vitivinicolo che in Umbria eccelle per innovazione, anche se i maggiori sforzi vanno orientati su una forte e decisa politica di comunicazione e promozione, da rendere quanto prima unica”.
D’accordo sulla necessità di una strategia organizzativa unitaria anche Francesco Pennacchi, preside della Facoltà di Agraria di Perugia, che ha ribadito la disponibilità dell’Università a collaborare alla revisione del sistema produttivo regionale.
Il giornalista de Il Sole 24 ore Nicola Dante Basile, che ha moderato brillantemente il convegno, ha sostenuto come l’Italia negli ultimi 20 anni, si sia riscattata con vini di qualità, che tutto il mondo gli riconosce e ricordato come nel nostro Paese oltre il 65% delle vendite avvenga attraverso i canali della Grande Distribuzione Organizzata (G.D.O.).
Paolo Castelletti, responsabile del Settore Vitivinicolo Nazionale Coldiretti, dopo aver citato gli sforzi che Coldiretti sta mettendo in atto per combattere la contraffazione, fenomeno dilagante a livello internazionale anche nel mondo del vino, ha illustrato la Riforma OCM nel settore vitivinicolo, che tra i suoi obiettivi persegue quelli di assicurare una maggiore competitività e una forte immagine di qualità del vino europeo. Oltre a chiarire la posizione della Coldiretti, su delicate questioni del settore, dall’estirpo alla distillazione, Castelletti ha concluso affermando come la Riforma OCM per essere certa, debba rientrare nei futuri accordi di Doha.
Sull’export del vino italiano si è focalizzato invece l’intervento di Fabio Carlesi, Segretario Generale Ente Vini Enoteca Italiana, che ha ricordato tra l’altro, come nel corso del 2005, l’export abbia ripreso la fase di espansione segnando un doppio segno positivo, in volume (+12,5%) e valore (+7,5%). Sud Africa, Argentina e Nuova Zelanda sono i paesi in rapida crescita per le esportazioni, secondo Federico Castellucci, direttore generale dell’OIV (Organizz. Internaz. della Vigna e del Vino), che ha sostenuto come con un sistema aggregato ci siano grosse possibilità per le esportazioni italiane, da difendere però con forza dalla contraffazione che gioca anche sulla buona immagine dell’Italia all’estero.
Giuseppe Antonelli, responsabile del settore vitivinicolo della Regione dell’Umbria, ha illustrato le azioni portate avanti dalla Regione: dall’aggiornamento dello schedario viticolo, alla regolarizzazione e ristrutturazione dei vigneti (di prossima “riapertura”).
Nella seconda sessione del convegno, moderata da Francesco Lisi, direttore Coldiretti Umbria, la ricerca, le innovazioni e le soluzioni proposte dalle più moderne tecnologie per il settore vitivinicolo, sono stati i temi affrontati da Alberto Palliotti, del dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Facoltà di Agraria di Perugia, da Vincenzo Pepe, Enologo e Alessandro Valente, Amm. Delegato Valente Pali Precompressi s.p.a. Padova.